Indagini sull’urbanistica milanese: un intreccio di relazioni e pressioni
Le comunicazioni tra l’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi e Ada Lucia De Cesaris, avvocata con deleghe all’Urbanistica nell’amministrazione Pisapia, rivelano una rete di relazioni complesse. I due si scambiano messaggi frequenti, concordando incontri per discutere pratiche specifiche. Il 4 novembre 2021, Tancredi scrive: “Non fate troppa scena”, dopo aver organizzato un colloquio riservato nel suo ufficio. De Cesaris risponde: “Saremo discretissime”. In un dialogo successivo, l’avvocata critica la nuova nomina per l’Osservatorio edilizio e il 17 maggio 2022 esprime le sue preoccupazioni sulla lentezza degli uffici comunali, insistendo sulla necessità di sviluppi verticali. Tancredi, pur non opponendosi ai grattacieli, riconosce che rappresentano una sfida per la comunità. A dicembre 2023, con le indagini in corso, De Cesaris critica l’amministrazione: “Se pensate di risolvere il tema Procura con il Pgt, non avete capito dove sta il problema”. Nel 2024, esorta Tancredi a sospendere i nuovi cantieri: “Bisogna mollare un po’, vi travolgono”, in riferimento alle indagini dei pm Petruzzella, Filippini e Clerici sulla gestione dell’urbanistica milanese, riporta Attuale.
La chat tra i due mette in luce una “costante ingerenza” da parte di De Cesaris, come emerso nell’ambito dell’inchiesta che ha portato a sei richieste di arresto, inclusi Tancredi e il noto imprenditore immobiliare Manfredi Catella, accusati di corruzione. De Cesaris è indagata per tentata concussione in un filone dell’inchiesta legata a un progetto in via Lamarmora, con focus sul suo ruolo di consulente per una banca e le sue connessioni con uno degli indagati, l’architetto Cerri. Nel 2015, l’avvocata si era dimessa inaspettatamente dalla carica di vicesindaco a causa di “difficoltà insormontabili” con una parte della maggioranza che sosteneva la giunta Pisapia, di centrosinistra.
Rimanendo nell’ombra dopo la sua uscita dalla politica, De Cesaris ha continuato a influenzare le decisioni durante i due mandati di Sala. Ha esercitato pressioni su un progetto dell’Opera San Francesco, una fondazione religiosa, che aveva sollevato contestazioni da parte della Commissione per il paesaggio. “Abbiamo dei finanziamenti e siamo a rischio”, scrive a Tancredi, mentre in seguito definisce “vergognosa” la situazione. Tancredi risponde inviando una foto di un altro progetto di un ente no profit, lamentandosi degli “orrori” presenti in città. Dopo un incontro programmato, il progetto viene approvato.
La Guardia di Finanza ha ricostruito numerosi incontri riservati tra Catella, Tancredi e l’ex presidente della Commissione Giuseppe Marinoni. “Coordinateci per un caffè separatamente”, scrive Catella a Marinoni nel luglio 2022. In seguito, il progetto ottiene un “parere favorevole condizionato”. La Gdf annota una totale “sintonia” tra il commissario e il costruttore, evidenziando caffè e incontri nella sede di Coima, lontani da occhi indiscreti, con l’architetto Stefano Boeri, anche lui tra gli indagati. Questi incontri, come indicato dalle intercettazioni, si collocano “al di fuori dei normali adempimenti” che regolano i rapporti istituzionali.
Le indagini sull’urbanistica milanese hanno rivelato un intricato sistema di relazioni e pressioni che coinvolge figure chiave come Giancarlo Tancredi e Ada Lucia De Cesaris. I dialoghi tra i due suggeriscono un’operazione al di fuori delle normali pratiche istituzionali, con evidenti ingerenze e conflitti d’interesse. L’inchiesta ha portato a richieste di arresto e mette in luce le sfide nella gestione urbanistica della città. Le comunicazioni evidenziano anche come l’influenza di De Cesaris si sia protratta nonostante la sua uscita dalla politica, sollevando interrogativi sull’integrità e la trasparenza delle decisioni urbanistiche a Milano. La situazione sollecita una riflessione critica sull’operato delle istituzioni e sulla necessità di garantire politiche urbane più etiche e responsabili.