Intelligence israeliana: l’Iran non ha rimosso l’uranio arricchito dai siti nucleari colpiti

11.07.2025 10:25
Intelligence israeliana: l'Iran non ha rimosso l'uranio arricchito dai siti nucleari colpiti

È l’Iraneide: ogni due giorni – o quasi – esce una puntata sugli effetti dell’attacco condotto da Israele e Usa. Una fonte dell’intelligence israeliana ha indicato che l’uranio arricchito non è stato spostato dai siti di Fordow, Natanz e Isfahan, i quali sono stati bersagliati durante la recente offensiva, rimanendo quindi sotto le macerie causate dalle esplosioni, riporta Attuale.

Questa medesima fonte ha aggiunto che Teheran dispone ancora di uranio arricchito in un deposito a Isfahan, anche se attualmente risulta difficile accedervi. Questa informazione contrasta con quanto affermato da Rafael Grossi, direttore dell’Aiea, il quale sostiene che gran parte dell’uranio sia stata messa al sicuro prima degli attacchi aerei.

In un successivo approfondimento del New York Times, si è sottolineato che gli ingegneri, secondo quanto riferito da funzionari israeliani, potrebbero tentare di recuperare ciò che è sepolto nei bunker; tuttavia, Tel Aviv è pronta a intraprendere un nuovo raid per impedirlo. Di conseguenza, le strutture sono costantemente monitorate.

Negli scorsi giorni, sono stati notati camion e scavatrici nei pressi delle aperture dei tunnel o vicino ai piccoli crateri provocati dalle super bombe Gbu 57 americane. Secondo gli esperti, i tecnici stanno operando una sorta di indagine sulle condizioni dei laboratori colpiti.

In parallelo, il direttore dello spionaggio esterno francese, Nicolas Lerner, ha rilasciato una valutazione: gli iraniani possiedono ancora una riserva di materiale, ma il programma atomico subirà ritardi significativi a causa dei bombardamenti ricevuti, con stime variabili sul dimensionamento di tali ritardi.

Un aspetto interessante emerge dal Qatar, dove foto satellitari hanno evidenziato che la rappresaglia di Teheran contro la base statunitense di al Udeid ha portato a danni a una cupola radar, contraddicendo l’affermazione iniziale secondo cui tutti i missili lanciati dai pasdaran il 23 giugno fossero stati intercettati dalle difese aeree.

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