Iran arresta oltre 500 sospetti spioni dall’inizio della guerra, con processi rapidi e pene severe

18.03.2026 15:05
Iran arresta oltre 500 sospetti spioni dall'inizio della guerra, con processi rapidi e pene severe

La Guerra in Iran Aumenta le Tensioni nel Golfo Persico

Le scuole di Dubai sono state chiuse in risposta alla crescente incertezza politica e sociale, con un numero crescente di iraniani preoccupati per la sicurezza delle loro famiglie a causa della guerra in Iran. “Meglio così”, afferma un genitore, temendo il giudizio degli altri nei confronti dei suoi figli. In questo contesto, si stima che ci siano 150 mila iraniani che vivono e lavorano negli Emirati Arabi Uniti, un gruppo che si trova a fronteggiare una situazione sempre più difficile. “Non avrei mai pensato di trovarmi in una situazione simile”, dichiara Babak, un cittadino iraniano di 42 anni, mentre discute la difficile situazione attuale in un farsi restaurant, riporta Attuale.

La guerra ha trasformato radicalmente la vita quotidiana, con il rischio di ritorsioni elevate. “La paura di ripercussioni è forte; un regime disperato è capace di qualunque cosa”, afferma Babak, sottolineando l’impossibilità di comunicare con i suoi familiari in Iran e il suo crescente isolamento.

In Bahrein, il regime ha compiuto arresti di routine, con un arresto medio al giorno di individui accusati di spionaggio. Le autorità arrestano soprattutto pachistani e bangladesi, ma anche cittadini bahreiniti, come nel caso di una donna identificata come Sarah Abdulnabi, accusata di inviare “foto sensibili” ai pasdaran.

La situazione è simile in Qatar e Kuwait, dove vengono segnalati arresti per la pubblicazione di informazioni sensibili o movimenti di mezzi militari. La legge in vigore è severa, prevedendo processi rapidi e, in alcuni casi, la pena di morte per le accuse più gravi. In effetti, l’atmosfera di tensione ha portato i Paesi del Golfo a intensificare la sorveglianza sugli iraniani.

Le autorità iraniane hanno intensificato le operazioni contro presunti “seminatori di morte”, arrestando oltre 500 individui in tutto il Paese dall’inizio del conflitto. Questi sono presentati come “mercenari” colpevoli di raccogliere informazioni per il nemico. Recenti rapporti indicano anche ha sequestrato centinaia di sistemi satellitari Starlink per limitare la disseminazione di informazioni tra i gruppi dissidenti.

Le operazioni di polizia sono supportate da miliziani Basij, impiegati nel monitoraggio delle manifestazioni e nel mantenimento dell’ordine, spesso, però, operando con un alto grado di cautela per evitare attacchi aerei. I pasdaran hanno intensificato le intimidazioni, consapevoli delle crescenti pressioni a cui sono sottoposti a causa delle perdite attribuite ai raid aerei. La loro capacità di reprimere le proteste sembra superiore rispetto alla loro abilità nel proteggere i leader politici dal crescente malcontento popolare.

Questa situazione di conflitto e repressione non solo mette in evidenza le fragilità interne dell’Iran, ma crea anche un clima di crescente tensione a livello regionale, complicando ulteriormente le relazioni diplomatiche nel Golfo Persico.

1 Comment

  1. Pazzesco come la guerra possa influenzare la vita quotidiana di tante famiglie. Immaginare di non poter contattare i propri cari deve essere devastante. C’è bisogno di una vera riflessione su cosa stia succedendo, non può continuare così. La situazione è insostenibile!!!

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