Iran blocca il passaggio delle navi nello stretto di Hormuz e causa crisi energetica globale

14.03.2026 19:05
Iran blocca il passaggio delle navi nello stretto di Hormuz e causa crisi energetica globale

Blocco delle navi mercantili nello stretto di Hormuz: crisi energetica globale in atto

Negli ultimi giorni, l’Iran ha interrotto il passaggio delle navi mercantili attraverso lo stretto di Hormuz, un punto cruciale per il trasporto di petrolio e gas dal Golfo Persico al resto del mondo. Questa situazione ha causato un’interruzione significativa delle esportazioni petrolifere dei paesi del Golfo, generando una crisi energetica globale che ha spinto i prezzi del petrolio oltre i 100 dollari al barile, il massimo registrato dalla guerra in Ucraina, riporta Attuale.

Lo stretto di Hormuz, largo solo 30 chilometri, è l’unica via di collegamento tra il Golfo Persico e il Golfo di Oman. Ogni anno, circa un quinto del petrolio venduto a livello mondiale transita attraverso questo passaggio. L’interruzione delle esportazioni ha avuto ripercussioni enormi, contribuendo all’aumento vertiginoso dei prezzi energetici a livello globale.

Attualmente, l’unica alternativa per esportare petrolio e gas senza passare per lo stretto sarebbe utilizzare oleodotti e gasdotti. Tuttavia, le infrastrutture esistenti, come l’oleodotto saudita verso il Mar Rosso e quello degli Emirati Arabi Uniti verso il Golfo di Oman, hanno una capacità limitata, di circa 6 milioni di barili al giorno, rispetto ai 20 milioni che possono transitare nello stretto di Hormuz. La costruzione di nuove infrastrutture sarebbe un processo lungo e costoso, motivo principale per cui la situazione attuale permane critica.

Per il trasporto di gas naturale liquefatto (GNL), la situazione è ancora più complicata, poiché mancano gasdotti che attraversano i paesi del Golfo. L’unica soluzione restano le navi metaniere, costrette anch’esse a passare per lo stretto di Hormuz, aumentando ulteriormente la vulnerabilità delle esportazioni di gas.

Le ragioni della mancanza di gasdotti sono complesse e legate alle difficili relazioni politiche tra i paesi del Golfo. Il Qatar, principale produttore di gas, confina solo con l’Arabia Saudita, il che complica la costruzione di un gasdotto che attraversi questo paese, con cui, fino a pochi anni fa, le relazioni erano estremamente tese. Nel 2017, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti ed Egitto avevano accusato il Qatar di sostenere il terrorismo, bloccando ogni relazione diplomatica. Sebbene la crisi si sia risolta nel 2021, non sono stati avviati progetti per costruire nuovi gasdotti.

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