Conflitto in Medio Oriente: l’Iran intensifica gli attacchi mentre il Golfo chiede supporto agli USA
DUBAI – Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che il paese non mostrerà moderazione finché continueranno gli attacchi ai suoi interessi strategici. In un incontro telefonico tra i ministri degli Esteri di Turchia e Iran, si è appreso che l’Iran ha bombardato la raffineria di Yanbu, in Arabia Saudita, aumentando le tensioni nella regione e complicando ulteriormente i dialoghi diplomatici in corso, riporta Attuale.
La telefonata tra Hakan Fidan, ministro degli Esteri turco, e Araghchi è avvenuta in un contesto di crescente ansia, poiché il mondo osserva un’escalation degli attacchi iraniani. Fidan, visibilmente preoccupato, ha esortato l’Iran a mantenere la calma: “Almeno smettete di bombardare mentre parliamo”, ha detto, trovando però una risposta inflessibile da parte di Araghchi.
Il conflitto ha già manifestato conseguenze dirette: il Qatar ha avvertito di gravi ripercussioni sulle forniture energetiche globali, con possibili cancellazioni di contratti a lungo termine per paesi come Italia e Belgio. Secondo il CEO di QatarEnergy, Saad Al Kaabi, gli attacchi iraniani stanno già avendo impatti tangibili sui mercati, alimentando un aumento dei prezzi della carne e spingendo paesi come lo Sri Lanka a ridurre la settimana lavorativa per risparmiare energia.
In risposta all’escalation, gli Stati del Golfo hanno richiesto un incremento dell’assistenza militare da parte degli Stati Uniti, con il Pentagono che ha sbloccato 16 miliardi di dollari in aiuti. Nonostante la potenza militare degli Emirati Arabi Uniti, il paese ha chiuso le scuole iraniane e espulso circa 2.500 studenti in un clima sempre più ostile.
Il premier israeliano Netanyahu continua a sostenere che Israele non si scuserà per le operazioni condotte contro posizioni iraniane, malgrado le richieste internazionali di contenimento. I generali israeliani avvertono che nonostante le attuali operazioni, potrebbero dover intensificare gli attacchi in risposta alle minacce percepite.
L’incertezza persiste, con i leader del Golfo e funzionari occidentali che attendono con trepidazione il prossimo sviluppo del conflitto, consapevoli che nuove offensive iraniane potrebbero ampliare il teatro di operazioni a Bab el-Mandeb, il passo strategico che connette il Mar Rosso all’Oceano Indiano e attraverso il quale transita una porzione significativa del commercio globale di petrolio.