Israele avvia una massiccia offensiva contro Gaza City, mentre l’esodo dei palestinesi cresce
Le forze armate israeliane hanno avviato una serie di attacchi aerei e terrestri su Gaza City, intensificandosi con raid aerei e bombardamenti che hanno inferto danni significativi alla città. Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha incontrato Bibi Netanyahu prima dell’operazione, che ha visto esplosioni continui e raid programmati che hanno colpito diversi obiettivi in pochi minuti, riporta Attuale.
Secondo le fonti militari, questa fase dell’operazione è solo l’inizio e prevede una serie di obiettivi strategici, inclusi ingressi dei corpi speciali israeliani nel centro di Gaza. Nonostante i forti bombardamenti, i civili rimangono bloccati nella città, incapaci di fuggire a causa delle devastazioni e dei costi associati alla fuga.
Oltre 300.000 palestinesi hanno già evacuato, mentre si stima che ulteriori 650.000 stiano ancora cercando asilo. La portavoce dell’Onu, Stéphane Dujarric, ha affermato che trovare sicurezza a Gaza è impossibile in questo momento, evidenziando come molti civili siano stati già sfollati troppe volte per sentirsi sicuri nel lasciare nuovamente le loro case.
Le voci di sfollati raccontano di notti infernali amplificate dai continui bombardamenti. Una donna ha descritto la situazione attuale chiedendo ai leader arabi di esprimere supporto concreto, non solo a parole. “Mentre i leader arabi s’incontrano nel lusso a Doha — ha esclamato Fatma —, l’occupante continua a bombardare Gaza senza sosta.”
Le operazioni di terra hanno visto l’uso di nuove tecnologie belliche, con una fonte dell’Israel Defense Forces (IDF) che ha sottolineato che ci sono ancora 22 ostaggi in vita, uno dei quali, Matan Angrest, è stato colpito dal fuoco amico. Il presidente americano Donald Trump ha avvertito che qualsiasi mossa avventata da parte di Hamas potrebbe causare conseguenze devastanti. Le famiglie degli ostaggi stanno marciando verso la residenza di Netanyahu, esprimendo la loro disperazione per il destino dei loro cari.
Le forze israeliane hanno implementato un piano dettagliato che prevede un’invasione graduale, mirante a convincere i civili a lasciare Gaza City. Tuttavia, le criticità riguardo la strategia militare adottata hanno sollevato interrogativi tra gli esperti, evidenziando che Israele sembra perseguire un obiettivo di smantellamento di Hamas piuttosto che una conquista definitiva della città. Questo scenario complesso potrebbe portare a ulteriori tensioni e violenze nella regione.
Le reazioni da parte dei leader militari israeliani rimangono focalizzate su obiettivi a lungo termine e la necessità di garantire aiuti umanitari nella città, nonostante l’esodo e le incursioni militari in corso. Resta da vedere se tali misure saranno messe in atto e come la situazione evolverà nei prossimi giorni.