Giuliano Pisapia annuncia il suo sostegno alla riforma della giustizia, spiazzando il fronte del No
Giuliano Pisapia ha dichiarato che voterà Sì al referendum confermativo della riforma della giustizia, in particolare per la separazione delle carriere. Questa scelta sorprende il fronte del No e solleva un acceso dibattito. Figlio dell’avvocato e giurista Gian Domenico Pisapia, noto per aver contribuito all’elaborazione del Codice di procedura penale, Giuliano ha una lunga carriera politica, avendo militato in Democrazia Proletaria e poi eletto per due mandati come deputato dal 1996 nelle liste di Rifondazione Comunista. Nel 2011 è diventato sindaco di Milano, terminando l’egemonia del centrodestra. Ha successivamente ricoperto il ruolo di eurodeputato del Pd dal 2019 al 2024, avendo anche una significativa carriera nel settore legale, difendendo, tra gli altri, il leader curdo Abdullah Ocalan e l’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, riporta Attuale.
La scelta di Pisapia di appoggiare la riforma ha generato commenti contrastanti. Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, ha criticato l’assenza di argomenti validi nel fronte del No, affermando che “la mancanza di argomenti validi per il No alla riforma della giustizia, che in passato era nei programmi del centrosinistra e che oggi è sostenuta da molti esponenti di quell’area, da Barbera a Pisapia, porta gli oppositori a spararla sempre più grossa”. Lupi ha ironizzato sulla situazione, esprimendo un desiderio di maggiore serietà nel dibattito.
Il sindaco attuale di Milano, Giuseppe Sala, ha dichiarato di non aver mai discusso dell’argomento con Pisapia, esprimendo rispetto per le opinioni altrui e affermando di votare No. Sala parteciperà a un evento con Schlein a Milano la prossima settimana, evidenziando la sua posizione contraria a quella dell’ex sindaco.
Gianluca Comazzi, capodelegazione e assessore di Forza Italia nella Giunta regionale lombarda, ha accolto positivamente l’annuncio di Pisapia, sottolineando che la sua dichiarazione assume un significato rilevante, considerando il suo background politico e professionale. Comazzi ha affermato: “Temi come quello della giustizia non possono essere trasformati in battaglie ideologiche: tra meno di dieci giorni gli italiani saranno chiamati a scegliere se effettuare un passaggio fondamentale per rendere il sistema giudiziario più equilibrato ed efficiente, nell’interesse di tutti i cittadini”.