Israele bombarda impianto di gas in Iran, l’Iran risponde colpendo Ras Laffan in Qatar

19.03.2026 10:45
Israele bombarda impianto di gas in Iran, l'Iran risponde colpendo Ras Laffan in Qatar

Israele colpisce impianto iraniano, Iran risponde in Qatar: escalation nel mercato energetico globale

Mercoledì, Israele ha bombardato l’impianto iraniano di South Pars, situato in mare e fondamentale per l’estrazione di gas naturale. In risposta, l’Iran ha attaccato il complesso industriale di Ras Laffan in Qatar. Questa escalation, che segna il diciannovesimo giorno di conflitto in Medio Oriente, sta portando a conseguenze significative per il mercato globale dell’energia, oltre alle già gravi ripercussioni causate dal blocco dello stretto di Hormuz, che ha quasi azzerato le esportazioni, riporta Attuale.

South Pars è la parte iraniana del più grande giacimento di gas naturale al mondo, situato nel golfo Persico, mentre la parte controllata dal Qatar è nota come North Field. Gli impianti di Ras Laffan sono fondamentali per la liquefazione e l’esportazione del gas estratto.

Subito dopo il bombardamento di South Pars, i prezzi del gas e del petrolio hanno cominciato a salire. Giovedì mattina, il prezzo del petrolio Brent ha raggiunto i 114 dollari, riavvicinandosi ai massimi storici dall’inizio del conflitto. Anche il prezzo del gas è aumentato del 25% sul mercato all’ingrosso europeo, rimanendo comunque doppio rispetto ai livelli pre-guerra.

Secondo alcuni giornali internazionali, l’attacco israeliano sarebbe stato concordato con gli Stati Uniti, ma tali affermazioni non sono state confermate ufficialmente. Il presidente Donald Trump ha dichiarato di non essere stato informato dell’attacco prima che avvenisse, una posizione messa in dubbio da esperti e analisti.

L’impianto di Ras Laffan, colpito da un missile balistico iraniano, è uno dei principali stabilimenti al mondo per la lavorazione del gas naturale liquefatto (GNL) ed è di proprietà della compagnia olandese Shell. L’attacco ha provocato un grave incendio, ora spento, e QatarEnergy ha riferito di danni significativi, senza però precisare l’entità, con possibili riparazioni che potrebbero richiedere mesi. Fortunatamente, non si sono registrati feriti, poiché l’impianto era stato evacuato in previsione di una possibile reazione iraniana.

Il Qatar rappresenta circa un quinto della produzione di GNL mondiale, parte del quale viene esportato nell’Unione Europea, con l’Italia tra i paesi maggiormente esposti a questa crisi energetica.

Dall’inizio della guerra in Ucraina nel 2022, l’Unione Europea ha drasticamente ridotto la sua dipendenza dal gas russo, aumentando l’importazione di GNL dal Qatar. Nel 2025, il GNL ha costituito quasi la metà di tutte le importazioni di gas in Europa, con il Qatar che ha fornito 12 miliardi di metri cubi, corrispondenti al 3,8% del totale.

Per l’Italia, il GNL copre quasi un quarto del fabbisogno energetico nazionale. Nel 2024, il Qatar è stato il principale fornitore, con il 45% del GNL importato, seguito da Stati Uniti e Algeria. Sebbene la quota del Qatar abbia leggermente diminuato lo scorso anno, nel 2025 ha comunque rappresentato circa un terzo delle importazioni italiane di GNL, a pari merito con gli Stati Uniti.

1 Comment

  1. Incredibile come il conflitto in Medio Oriente possa influenzare i nostri prezzi del gas… e chi lo dice che non ci riguardi? L’Italia gira attorno al gas del Qatar e ora con questi attacchi siamo tutti a rischio! Cosa succederà nei prossimi giorni?

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