Israele continua gli attacchi in Libano, colpito anche un veicolo dell’Unifil con danni a un contingente italiano

09.04.2026 08:15
Israele continua gli attacchi in Libano, colpito anche un veicolo dell'Unifil con danni a un contingente italiano

Israele intensifica gli attacchi sul Libano, il bilancio sale a 112 morti e 837 feriti

L’esercito israeliano ha proseguito i suoi attacchi sul Libano, nonostante la dichiarata tregua, provocando 112 morti e circa 800 feriti. Gli attacchi hanno colpito vari quartieri di Beirut e zone circostanti, inclusi villaggi nel sud del Paese e la valle della Bekaa, riporta Attuale.

Secondo il ministero della Sanità libanese, il bombardamento ha avuto luogo nel pomeriggio, devastando centinaia di infrastrutture in un periodo di non più di dieci minuti. La violenza continua a intensificarsi, portando a un bilancio tragico che segna uno dei periodi più critici dall’inizio della guerra. Le testimonianze raccontano di edifici crollati e della frenesia generale tra la popolazione, con molti bambini tra le vittime.

La leadership israeliana, guidata dal primo ministro Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che gli attacchi non coinvolgeranno Hezbollah, ritenendo questa situazione una “scaramuccia separata” dalla tregua recente negoziata con Teheran. Al contempo, Donald Trump ha escluso il Libano dagli accordi di tregua, indicando che le operazioni militari continueranno fino a quando Hezbollah rimarrà una minaccia.

Il governo libanese ha condannato gli attacchi come “ingiustificati e inaccettabili”, con il presidente libanese Joseph Aoun che ha descritto la situazione come un massacro. In risposta, anche l’Italia ha espresso solidarietà, convocando l’ambasciatore israeliano per discutere l’episodio che ha coinvolto i militari italiani di Unifil, attaccati dall’IDF mentre si trovavano in viaggio verso Beirut.

Israele ha confermato di aver preso di mira il comando di Hezbollah, con l’obiettivo di neutralizzare le infrastrutture utilizzate dal gruppo. Tra le vittime figura anche lo sceicco Sadek Naboulsi, un noto accademico affiliato al partito, il cui omicidio segna un colpo significativo per l’organizzazione.

La premier italiana Giorgia Meloni ha definito l’attacco “inaccettabile” e ha richiesto chiarezza da parte di Israele. Nel frattempo, Hezbollah ha rivendicato il diritto di resistere all’aggressione israeliana e l’Iran ha promesso ritorsioni, chiudendo nuovamente lo Stretto di Hormuz, complicando ulteriormente la situazione regionale. Entrambi, il governo libanese e Hezbollah hanno avvertito i cittadini di non tornare alle loro case a causa della continua violenza.

Con gli analisti che rimangono scettici riguardo a una possibile pressione degli Stati Uniti su Israele per fermare i bombardamenti, la prospettiva di una stabilizzazione della regione appare incerta, in quanto il conflitto continua a intensificarsi, alimentando ulteriormente le tensioni settarie e l’instabilità.

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