Israele insegue Khamenei: obiettivo eliminare il leader avversario

20.06.2025 23:15
Israele insegue Khamenei: obiettivo eliminare il leader avversario
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Iran e Netanyahu: La complessità del conflitto e le minacce alla leadership di Khamenei

Durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite dello scorso settembre, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha risposto con fermezza alle accuse rivolte a Israele riguardo i tragici eventi di Gaza. Ha dichiarato: «Siamo in guerra e difendiamo la vita. Come Mosè prima di entrare nella Terra Promessa, ci troviamo di fronte a un dilemma: lasciare alle generazioni future una benedizione o una maledizione. Oggi la nostra possibilità è tra la riconciliazione con gli arabi e la maledizione iraniana. Teheran è dietro gli attacchi di Houthi, Hamas e Hezbollah. Il mio messaggio ai governanti dell’Iran è chiaro: non c’è luogo nel vostro paese dove la lunga mano di Israele non possa raggiungervi, e questo è valido per tutto il Medio Oriente», riporta Attuale.

Ali Khamenei, l’anziana Guida suprema dell’Iran, è indubbiamente il “tiranno” citato da Netanyahu. Quest’ultimo, in una dichiarazione successiva, ha risposto ai giornalisti sulla possibilità di eliminare Khamenei, asserendo: «Tutte le opzioni sono sul tavolo, ma è meglio non discuterne sui media». Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha invece suggerito che, per neutralizzare la minaccia missilistica iraniana, Khamenei deve cessare di esistere.

Minacciare un leader nemico rappresenta un approccio abbastanza insolito per intimidire. Storicamente, i leader rivali si sono sempre rispettati, evitando di compromettere il loro onore. Catone il Censore sosteneva che Cartagine dovesse essere distrutta, ma non intendeva eliminare Annibale. Persino nel Medioevo, i condottieri che si fronteggiavano ricordavano di essere nobili oltre che guerrieri, giungendo a trattare la resa. Oggi, però, la situazione appare diversa, influenzata dalle nuove tecnologie militari e dalla comunicazione politica.

Con l’evoluzione della tecnologia dei droni, ora ci si trova a poter raggiungere obiettivi a migliaia di chilometri di distanza. Recentemente, il presidente americano Donald Trump ha affermato su Truth: «Sappiamo esattamente dove si trova il cosiddetto leader supremo. È un bersaglio facile, ma al momento è al sicuro». Informazioni trapelate suggeriscono che Israele avrebbe potuto eliminare Khamenei, ma gli Stati Uniti avrebbero posto il veto. Fonti anonime hanno rivelato un ragionamento di fondo: «Finché gli iraniani non uccidono un americano, non parliamo nemmeno di colpire la loro leadership».

La vita di Khamenei rappresenta quindi una sorta di garanzia per i soldati americani in Medio Oriente, a rischio da parte delle milizie sciite sostenute da Teheran. Isaac Herzog, presidente di Israele, ha cercato di smussare le tensioni, dicendo a Politico: «Non puntiamo a Khamenei né auspichiamo un cambio di regime, ma la sua eliminazione potrebbe essere un effetto collaterale con importanti conseguenze storiche per il popolo iraniano».

Nel frattempo, Khamenei ha ricevuto garanzie velate dal presidente russo Vladimir Putin, il quale ha dichiarato: «Non voglio nemmeno considerare la possibilità di un omicidio del leader iraniano». Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha aggiunto che una simile azione potrebbe portare a una spirale di estremismo all’interno dell’Iran, «aprendo il vaso di Pandora». Secondo lui, l’Iran è organizzato e stabile, e chi considera tale possibilità deve tenerne conto.

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