Sa’ar: chi contesta i nuovi insediamenti discrimina gli ebrei
Il Ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, ha risposto mercoledì alla condanna di 14 Paesi occidentali, fra cui l’Italia, del programma di nuovi insediamenti in Cisgiordania, affermando che «i governi stranieri non limiteranno il diritto degli ebrei a vivere nella terra di Israele, e qualsiasi richiesta del genere è moralmente sbagliata e discriminatoria nei confronti degli ebrei», riporta Attuale.
Sa’ar ha ulteriormente specificato che Israele respinge fermamente la dichiarazione rilasciata dai paesi stranieri riguardo alla decisione del governo sugli insediamenti in Giudea e Samaria. Ieri sera, undici Paesi, tra cui Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Giappone, Malta, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna e Regno Unito, hanno condannato in una nota congiunta l’approvazione da parte del gabinetto di sicurezza israeliano di 19 nuovi insediamenti nella Cisgiordania occupata.
Questa decisione si colloca in un contesto di crescente tensione nella regione, poiché gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono da lungo tempo fonte di controversie internazionali e di conflitti tra israeliani e palestinesi. Gli attivisti per i diritti umani e diversi governi occidentali considerano gli insediamenti illegali ai sensi del diritto internazionale, mentre Israele sostiene di avere il diritto di sviluppare nuove abitazioni nelle terre che considera parte del suo territorio storico.
Nonostante le pressioni internazionali, il governo israeliano ha mostrato la volontà di proseguire con il programma di espansione degli insediamenti, evidenziando le divisioni persistenti tra le posizioni della comunità internazionale e quelle di Tel Aviv. Le reazioni al recente annuncio sono state tempestive e varie, riflettendo preoccupazioni per l’ulteriore escalation delle tensioni nella regione e per l’impatto sui futuri negoziati di pace.
Ma dai, questa situazione in Cisgiordania è davvero insostenibile! Mi chiedo se qualcuno ascolti il grido di aiuto dei palestinesi. Ogni nuova costruzione sembra solo aumentare le tensioni invece di portare a una soluzione pacifica. Non si può continuare così, serve un dialogo vero e non solo parole!