Israele, Smotrich critica il piano di Netanyahu per Gaza e perde fiducia

11.08.2025 09:45
Israele, Smotrich critica il piano di Netanyahu per Gaza e perde fiducia

La crisi di fiducia all’interno del governo israeliano

La tensione politica in Israele sta raggiungendo nuovi picchi. Il liberale Yair Lapid ha proposto a membri dell’estrema destra di far cadere l’attuale governo in un’azione congiunta, ma il Primo Ministro Netanyahu sembra scegliere di ignorare le minacce provenienti dagli esponenti più radicali, riporta Attuale.

Alcuni esponenti del governo, come il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, non hanno esitato a criticare Netanyahu per la sua gestione della guerra a Gaza. In un video postato sui social media, Smotrich ha dichiarato di aver «perso la fiducia» nel Primo Ministro, affermando che il piano di azione in corso è destinato al fallimento. Secondo lui, l’operazione a Gaza dovrebbe essere decisamente più aggressiva e non procrastinata.

È interessante notare che, nonostante la crescente pressione interna, Netanyahu non ha preso misure drastiche come licenziare Zamir, capo di Stato Maggiore, dopo dibattiti intensi sulla strategia militare. Ciò è stato paragonato da alcuni analisti a un’ipotetica situazione in cui un segretario al Tesoro statunitense criticasse pubblicamente un presidente, senza conseguenze. Eppure, in Israele le dinamiche politiche prendono forme inaspettate.

Smotrich, insieme ad altri esponenti di destra, sta cercando di esercitare un’influenza significativa sulle decisioni governative. Un suo vice ha addirittura suggerito che il suo partito, il Rzp, potrebbe minacciare la stabilità del governo se le politiche riguardanti Gaza non venissero riviste. Anche se le affermazioni di Smotrich spesso appaiono come mere provocazioni, evidenziano una crescente insoddisfazione all’interno della coalizione di governo.

Le pressioni non provengono solo da membri del governo. Le famiglie degli ostaggi organizzano manifestazioni per richiedere giustizia e il fermo cambiamento delle strategie. Martedì, la situazione si è complicata ulteriormente con la prospettiva di un voto anticipato che potrebbe interrompere l’attuale equilibrio di potere. La frustrazione degli israeliani rispetto alla continua guerra e alla percezione di un’inabilità a risolvere la crisi potrebbe rivelarsi un elemento cruciale in questo scenario.

Netanyahu si è concentrato sul negare il diritto dei palestinesi a uno Stato, esprimendo preoccupazione per le reazioni degli israeliani a tale possibilità. Secondo lui, l’opinione pubblica è cambiata drasticamente dall’inizio della guerra, suggerendo che la sinistra potrebbe aver perso terreno nella discussione pubblica. Tuttavia, la capacità di Netanyahu di gestire la crisi senza affondare politicamente rimane incerta, mentre le sfide interne al suo governo potrebbero richiedere nuove strategie e cambiamenti decisivi.

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