Italia e Giappone: uniti nella scienza per un futuro sostenibile
Roma, 27 settembre 2026 – In un’era in cui la geopolitica è dominata da questioni di difesa e competizione tecnologica, Italia e Giappone stanno promuovendo un’altra dimensione della diplomazia: quella scientifica, riporta Attuale.
Passati 160 anni dal Trattato di amicizia e commercio del 1866, i due Paesi si trovano a collaborare in settori cruciali come l’intelligenza artificiale, la robotica, la medicina e la ricerca sulle malattie legate all’invecchiamento. L’incontro “La Scienza al Servizio della salute e della pace – Cooperazione Italia-Giappone: un punto di svolta. Una grande opportunità”, tenutosi il 25 settembre a Palazzo Montecitorio, ha evidenziato queste sinergie, promossa dalla Fondazione Italia Giappone e dalla Sapienza Università di Roma.
Il concetto chiave emerso è la fiducia, necessaria in un contesto in cui la politica può risultare fragile. “La scienza, quando è al servizio della persona e del bene comune, rappresenta un linguaggio universale capace di costruire fiducia”, ha affermato Eugenio Zoffili, presidente della Sezione di amicizia Italia-Giappone. L’ambasciatore italiano in Giappone, Mario Vattani, ha aggiunto che “la scienza crea conoscenza, ma crea anche dialogo e fiducia”.
La cooperazione scientifica tra Roma e Tokyo non è recente: un accordo bilaterale regola le relazioni dal 1988, e attualmente ci sono circa 200 accordi tra università ed enti di ricerca. Dall’inizio della collaborazione nel 1970, sono state prodotte circa 21.000 pubblicazioni scientifiche congiunte. Il nuovo Statement of Intent del 2026 espande il focus a intelligenza artificiale, robotica e settori emergenti come biomanufacturing e vulcanologia.
Luoghi comuni uniscono Italia e Giappone: entrambi affrontano il declino della natalità e un invecchiamento della popolazione crescente. Tatsu Kinashi, presidente della Kansai Medical University, ha sottolineato la necessità di affrontare le patologie croniche e la sostenibilità delle cure. Qui, la collaborazione scientifica si traduce in ricerca applicata, con focus su genetica, oncologia e medicina rigenerativa.
Invece, Giuseppe Pezzotti, direttore del Centro di Ingegneria Biomedica della Kansai Medical University, ha trattato ricerche su potenziali legami tra alcuni ceppi di Streptococcus mutans e ictus ischemico, suggerendo un’interazione tra salute orale e cardiovascolare. Questo evidenzia un approccio interdisciplinare, dove biologia e ingegneria si integrano.
Un esempio pratico è il progetto “SAINT TEXTILES”, presentato da Roberto Li Voti, che sviluppo una patch collegata a un giubbotto salvagente. Questo materiale innovativo aumenta la visibilità di persone disperse, rappresentando un connubio tra tecnologia e soccorso.
Le tecnologie dual-use, utilizzate anche per la difesa, pongono interrogativi complessi. La cooperazione Italia-Giappone incluye il Global Combat Air Programme, una joint venture con il Regno Unito per un sistema aereo di combattimento di nuova generazione atteso entro il 2035, oltre alla collaborazione spaziale tra ASI e JAXA.
La scienza e la tecnologia hanno il potere di influenzare profondamente la vita quotidiana. Mentre si sviluppano strumenti di difesa, si creano anche soluzioni per il salvataggio e la salute. La diplomazia scientifica diventa quindi cruciale per le scelte collettive sulla conoscenza e le sue applicazioni.
La sinergia tra Italia e Giappone è evidente in un interscambio commerciale che nel 2025 ha raggiunto circa 10,4 miliardi di euro, con circa 310 aziende giapponesi operanti in Italia e 175 aziende italiane attive in Giappone. Questo dimostra che le persone—studenti, ricercatori e docenti—stanno costruendo ponti duraturi.
Con 160 anni di relazioni diplomatiche, è cruciale interrogarsi su cosa chiediamo alla scienza. Non solo efficienza e rapidità, ma anche un miglioramento della qualità della vita, la cura delle malattie e la sostenibilità per le società che invecchiano. L’intelligenza artificiale deve essere vista come un sostegno e non come un vincolo. La scienza deve favorire una maggiore comprensione reciproca, riducendo le distanze tra Roma e Tokyo.