Tra i voti che hanno cercato di sostenere l’emendamento della Lega in Commissione Affari Costituzionali al Senato, si è distinto quello di Dafne Musolino, senatrice di Italia Viva. La situazione attuale è stata riassunta in un commento a Open.
Insieme a essa, il partito di Matteo Renzi ha cercato di mantenere viva la discussione sulla legge sul terzo mandato. Oggi, 26 giugno, come già previsto, il terzo mandato è ufficialmente fuori dal dibattito politico «almeno per un po’» riporta Attuale. Alessandro Balboni, presidente della Commissione permanente Affari Costituzionali al Senato, ha espresso la sua opinione dopo il voto sull’emendamento al ddl sugli assessori regionali. La proposta riguardante il terzo mandato, infatti, era stata inserita all’ultimo minuto in questo provvedimento, che rappresentava l’ultima opportunità per farla approvare prima della pausa estiva. Dopo il voto, il risultato ha visto 5 voti favorevoli (della Lega, di Italia Viva e delle Autonomie), 15 contrari da parte di tutti gli altri partiti e due astenuti, tra cui lo stesso Balboni (FdI) e il senatore Domenico Matera di Fratelli d’Italia.
«Ragione di merito»
Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva al Senato, giustifica il voto favorevole con due motivazioni. La prima riguarda il merito: «Noi abbiamo già manifestato il nostro sostegno al terzo mandato in Aula». Infatti, già il 13 marzo 2024, il partito di Renzi aveva espresso il proprio supporto all’emendamento della Lega riguardante il terzo mandato, inserito nel Dl Elezioni. Nonostante l’iniziale bocciatura in Commissione, la proposta era stata ripresentata nella versione che è giunta in Aula oltre un anno fa. Allo stesso tempo, anche un emendamento di Italia Viva, simile a quello della Lega, era stato respinto nella stessa votazione.
«Pragmatismo amministrativo»
Un’altra ragione alla base di questo voto è il «pragmatismo amministrativo». Paita spiega: «Noi di Italia Viva veniamo da esperienze amministrative solide e comprendiamo i tempi necessari per portare a termine i progetti». La realizzazione di infrastrutture e iniziative necessita di anni, e tre mandati risultano essere oggettivamente coerenti, analogamente a quanto previsto per i sindaci.
«Una squallida pantomima»
Paita critica la bocciatura dell’emendamento, evidenziando la divisione interna della destra su questioni rilevanti e l’apparente sostegno a tematiche che in realtà non vengono condivise. Descrive la situazione come una «squallida pantomima», sottolineando che «Salvini ha finto di sostenere» Luca Zaia, ma in realtà non aveva alcuna intenzione di trovare un accordo. Circolano voci che i vertici spingessero per una votazione immediata, «solo per scansare il problema». Forza Italia ha mantenuto la sua posizione, mentre Fratelli d’Italia ha cercato di «confondere le acque», con alcuni senatori che hanno votato a favore e altri contro.
Altre fratture nel centrosinistra?
Paita rassicura che non ci sono ulteriori fratture all’interno del centrosinistra. «Esisteva una questione di merito che ha spinto ognuno di noi a fare una scelta coerente. Siamo in presenza di una problematica specifica», chiarisce. «Credo che su questo tema ci siano sempre state opinioni divergenti, ma ci sono molti altri argomenti che uniscono il centrosinistra, come la sanità, i salari e il sostegno al ceto medio».