La Generazione Z e le Sfide della Maternità in Italia
“Mi piacerebbe molto avere figli o figlie, ma sicuramente non prima di essermi laureata, di aver trovato un lavoro stabile e magari una casa in cui vivere con dignità”, ha dichiarato Jamila Scrivano, classe 2005, delineando chiaramente la sua visione sulla maternità. Studentessa di ingegneria gestionale all’Alma Mater di Bologna, Jamila pone al centro della sua vita la realizzazione personale, concentrandosi prima su se stessa e sulla sua carriera, prima di pensare a una famiglia, riporta Attuale.
Jamila, secondo lei perché oggi il tasso di natalità continua a calare?
“Credo che il calo delle nascite sia legato al fatto che gli obiettivi della mia generazione siano completamente cambiati. Trent’anni fa, una ventenne qualunque metteva al primo posto l’idea di avere una famiglia, spesso il prima possibile. Oggi si dà priorità alla carriera”.
Per quale motivo?
“Perché la società è cambiata profondamente. La generazione dei miei genitori aveva possibilità lavorative molto più concrete. Negli anni ’80 e ’90, per un ventenne era realistico immaginare un lavoro stabile e ben retribuito, sufficiente a mantenere uno o più figli. Oggi non è così: si entra nel mondo del lavoro con fatica e spesso gli stipendi bastano a malapena per arrivare a fine mese”.
La realtà la spaventa?
“Sì. Spesso si pensa che noi giovani siamo disinteressati al tema, come se fossimo dei menefreghisti che vogliono solo godersi la vita senza assumersi responsabilità. Ma non è così, stiamo solo legittimamente mettendo al primo posto noi stessi”.
Personalmente, vorrebbe diventare madre?
“Sì, anche a 25 anni. Si dice che un figlio o figlia vada messo al primo posto, sopra ogni cosa. E io, attualmente, non potrei permettermelo. Non potrei assicurarle una vita dignitosa se prima non posso assicurarla a me stessa”.
Si spieghi meglio.
“Non posso ancora dire, e non so quando potrò farlo, di attribuirmi davvero l’importanza che merito. In questo momento ho bisogno di dedicarmi agli studi; una volta conclusi, la priorità sarà trovare il lavoro per cui ho passato anni a prepararmi. E, dopo ancora, avrò bisogno di trovare una mia dimensione: non tanto una casa o una città in cui vivere, quanto la sensazione di aver vissuto pienamente la mia vita, almeno fino a quel momento”.
Mah, sembra che la mia generazione abbia messo le priorità in un altro modo rispetto ai genitori. Maternità è un sogno ma prima ci sono mille cose da sistemare… Che vita difficile che abbiamo oggi! E i ragazzi di oggi devono combattere per una stabilità che sembra un miraggio.