Spionaggio a Nvidia: Dirigente di Singapore sospettata di attività per Pechino
Jensen Huang, CEO di Nvidia, è stato oggetto di spionaggio da parte di Alice Huang, una manager di un’azienda di Singapore, identificata come agente segreta di Pechino secondo l’intelligence americana, riporta Attuale. Nvidia, valutata 5200 miliardi di dollari, produce i microprocessori per intelligenza artificiale più avanzati, il cui export verso la Cina è bloccato dal governo degli Stati Uniti. L’inchiesta condotta dal New York Times ha rivelato la gravità della situazione, coinvolgendo sei firme principali del quotidiano.
L’inchiesta ha inoltre rivelato che Donald Trump, in rapporti stretti con Huang, era a conoscenza delle preoccupazioni sollevate dalla CIA circa la presunta spia e ha scelto di non intervenire. Huang, che intratteneva una relazione con Alice Huang, non era informato dei sospetti sul suo conto. Nvidia ha dichiarato di avere un ampio network di clienti, inclusa Megaspeed, azienda di Singapore che ha acquistato in modo consistente microchip Nvidia e che era guidata da Alice Huang.
Il caso si presenta complesso e dai risvolti inquietanti, specialmente alla vigilia del vertice APEC in Cina, dove Trump si incontrerà nuovamente con Xi Jinping. Secondo fonti non ufficiali, Trump avrebbe evitato di agire per non complicare ulteriormente le già tese relazioni con Pechino, aggravate dalle dispute commerciali e dalla competizione tecnologica. Contemporaneamente, la CIA ha scelto di non comunicare i sospetti a Huang per continuare a monitorare l’attività della spia cinese.
Già da tempo ci sono stati sospetti su Alice Huang riguardo le sue connessioni con il leader di Nvidia, evidenziati anche da fotografie condivise su LinkedIn che mostrano i due insieme a eventi di networking. Ci sono stati anche incontri pubblici a Taipei senza apparente segretezza. È emerso, inoltre, che Megaspeed e la stessa Alice Huang erano già sotto osservazione per il presunto contrabbando di chip Nvidia verso la Cina.
In autunno 2024, agenti statunitensi hanno scoperto microchip Nvidia imballati presso un sito di Megaspeed in Malesia. Questa piccola azienda malese aveva effettuato ordini di apparecchiature AI per un valore che ha destato sospetti, 5 miliardi di dollari, alimentando le speculazioni sulla vera destinazione dei chip.
Attualmente, Alice Huang non ricopre più ruoli operativi in Megaspeed, che sembra aver intrapreso la strada della cooperazione con le autorità americane. Jensen Huang, in un’era Biden in cui la sua presenza a Washington è rara, ha intensificato i legami con Trump, chiedendo di ampliare le vendite di chip verso la Cina e proponendo di versare parte dei profitti al governo statunitense.
Inoltre, Megaspeed ha acquistato chip Nvidia attraverso la filiale americana di Inspur, una holding cinese inserita nella “lista nera” del governo USA, senza che la sua sussidiaria statunitense venisse sanzionata. Nonostante il presunto contrabbando, l’azienda ha trovato modi per aggirare l’embargo, specialmente attraverso i suoi data center di Singapore, che hanno lavorato per aziende cinesi come Alibaba. Mentre Biden ha fermato questo flusso, Trump ha autorizzato la sua ripresa.