JP Morgan esposta a Mosca tramite Euroclear, crescono i rischi di ritorsione russa

18.12.2025 09:35
JP Morgan esposta a Mosca tramite Euroclear, crescono i rischi di ritorsione russa

Riserve russe e Euroclear: il dilemma europeo nella guerra in Ucraina

La controversia sui fondi russi congelati presso Euroclear, la piattaforma belga che gestisce 185 miliardi di euro delle riserve della Russia, si intensifica mentre i leader europei si riuniscono a Bruxelles per decidere se utilizzare questi beni a favore dell’Ucraina, riporta Attuale.

Euroclear gestisce transazioni per oltre 30 mila miliardi di euro al mese, una cifra che supera il PIL degli Stati Uniti. Questo attore chiave nel sistema finanziario ha finora operato in sordina, ma ora la sua stabilità è sotto scrutinio. Tra i suoi principali azionisti figurano la banca centrale cinese e fondi sovrani di Australia, Nuova Zelanda e Singapore, ma la recente denuncia della banca centrale russa contro Euroclear per un risarcimento di 210 miliardi di euro ha acceso i riflettori sull’ente.

Fitch ha emesso “prospettive negative” sulla società, evidenziando i rischi che potrebbero sorgere se i governi europei decidessero di utilizzare le riserve per l’Ucraina, il che potrebbe compromettere la capacità di Euroclear di rimborsare la Russia. Nonostante custodisca depositi per 42 mila miliardi di euro, Euroclear ha solo 5 miliardi di capitale per affrontare eventuali perdite.

In questo contesto, 17 miliardi di euro depositati da clienti come Jp Morgan Chase sono a rischio. Il Cremlino potrebbe rapidamente rivendicare tali fondi se i governi europei si muovessero per mobilitarli per l’Ucraina. Inoltre, sono in gioco gli interessi delle aziende europee in Russia, come TotalEnergies e Unicredit, la cui esposizione potrebbe essere colpita da eventuali sequestri.

Italia e Francia entrano nel vertice europeo con posizioni caute. Il governo italiano si oppone a lasciare il Belgio isolato di fronte alla pressione russa, ma non intende offrire garanzie proporzionali. Parigi, pur sostenendo l’Ucraina, è riluttante a discutere delle riserve russe depositate in Francia. La Germania, infine, è favorevole all’uso dei beni di Mosca, ma esita nell’uso di fondi comuni, evidenziando le contraddizioni tra i paesi europei di fronte a una crisi che ha ripercussioni dirette sull’Unione e sull’euro.

In questo clima di incertezza, Wladimir Putin ha spazio per intimidire i leader europei, con rapporti che indicano possibili minacce nei confronti di politici e manager in Belgio. La situazione rimane tesa e complessa, con l’Europa chiamata a trovare una soluzione efficace, ma anche a evitare conflitti legali e perdite economiche significative.

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