Rieti, 23 ottobre 2025 – Il ventenne Kevin Pellecchia, arrestato per l’assalto al bus dei tifosi del Pistoia avvenuto nei pressi di Rieti domenica scorsa, ha confessato di aver lanciato il sasso che ha provocato la morte del conducente Raffaele Marianella. Durante un’intercettazione ambientale, Pellecchia ha dichiarato: ‘Era quello più appuntito’; le indagini sono in corso. Nella giornata di oggi si svolgerà l’interrogatorio di garanzia per i tre individui fermati, tra cui Pellecchia, insieme a Manuel Fortuna, 31 anni, e Alessandro Barberini, 53 anni, riporta Attuale.
Pellecchia aveva negato il lancio di pietre
Durante l’interrogatorio, Kevin Pellecchia ha negato di aver lanciato pietre, indicando altri due soggetti, ‘Aba’ e Manuel Fortuna, come gli autori dell’azione. Ha affermato: “Manuel teneva in mano un sasso che avvolgeva quasi totalmente. Quando è sopraggiunto il pullman dei tifosi Pistoiesi ha lanciato il sasso, ma non so riferire il punto di impatto sul pullman”. Il giovane ha anche lasciato intendere che i sassi sono stati lanciati quasi contemporaneamente e ha confermato di aver udito un solo colpo sul vetro del bus. “Ribadisco che erano solo due le persone coinvolte nel lancio”, ha detto Pellecchia.
Cosa è accaduto
Intorno alle 21 di domenica 19 ottobre, il pullman dei tifosi di Pistoia ha lasciato il palazzo dello sport di Rieti dopo una vittoria contro la squadra locale nel campionato di basket di A2. La situazione era già tesa e, mentre la polizia cercava di mantenere l’ordine, l’agguato è avvenuto lungo la Statale per Rieti. Si stima che almeno nove ultrà abbiano partecipato all’assalto, lanciando sassi contro il bus. L’impatto di uno di questi ha colpito al collo Raffaele Marianella, che, pur non conducendo il bus in quel momento, supportava un collega. L’uomo di 65 anni è deceduto poco dopo.
Le dichiarazioni alla polizia
Alessandro Barberini, uno degli arrestati, ha dichiarato alla Polizia: “Volevamo fargli vedere chi eravamo, non avevamo paura di loro”. Barberini ha confermato di aver lanciato un sasso, ma ha negato che fosse stato quello letale. Oggi, insieme agli altri due sospettati, comparirà davanti al Gip del Tribunale di Rieti per l’udienza di convalida, accusato di omicidio volontario.
“Chiusura trasferte sia momento di riflessione”
Il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, ha commentato sugli eventi tragici accaduti a Rieti, esprimendo la speranza che questa tragedia possa portare a una maggiore responsabilizzazione. “La mia solidarietà va alla famiglia di Raffaele e a tutte le persone per bene”, ha affermato, sottolineando l’importanza di una riflessione sul futuro delle trasferte. Abodi ha annunciato che ai tifosi di Pisa e Verona saranno vietate le trasferte per i prossimi tre mesi, auspicando che questo tempo di riflessione serva a trovare un modello di comportamento adeguato per garantire la sicurezza di tutti i tifosi.
Non posso credere a quello che è successo! Siamo ormai arrivati a un punto in cui la violenza tra tifosi è diventata una cosa normale? È una tragedia che ha colpito una persona innocente. Serve davvero una riflessione seria su questi comportamenti!! Che vergogna per un paese che ama il calcio.