Nuovi ristoranti KFC in montagna: un cambiamento radicale per l’ospitalità
A Madonna di Campiglio, un nuovo “Quick Service Restaurant” sorgerà nella Piana di Nambino, a 1.700 metri di quota, facilmente raggiungibile dalle piste, mentre a Cortina d’Ampezzo il ristorante del colonnello Sanders sarà ubicato nell’area Monte Faloria-Cristallo, all’interno del Faloria Mountain Club, a quota 2.123 metri, riporta Attuale.
Il progetto prevede la creazione di una struttura con terrazza e ampie vetrate affacciate sul comprensorio sciistico. È significativo che la gestione dei due ristoranti sarà mantenuta direttamente da KFC, in linea con la strategia di espansione della catena in Italia, che mira a raggiungere 185 locali entro la fine del 2026. Questo approccio intende ampliare la propria offerta in contesti inediti, mirando a un pubblico internazionale e variegato che include giovani, famiglie e sciatori.
“Abbiamo voluto fortemente questo progetto perché rappresenta perfettamente il modo in cui immaginiamo l’evoluzione di KFC: continuare a sorprendere, raggiungere luoghi dove nessuno si aspetterebbe di trovarci e farlo senza rinunciare a ciò che ci rende unici”, ha dichiarato la direttrice marketing di KFC Italia, Marzia Farè. “La Gen Z è da sempre uno dei nostri pubblici più affezionati, ma vogliamo continuare ad allargare la community KFC e dialogare anche con un pubblico più trasversale, dalle giovani famiglie agli appassionati della montagna”.
Per Andrea Baccuini, fondatore di Super G, questa collaborazione amplia le possibilità dell’ospitalità in quota, rispondendo alla diversità dei pubblici che frequentano la montagna: “Crediamo che l’ospitalità debba saper interpretare la pluralità dei suoi pubblici, ampliando le possibilità di scelta e creando nuove occasioni di incontro”.
La presenza dei fast food ad alta quota ha suscitato un vivace dibattito, non solo sul pollo fritto in montagna, ma anche sul futuro dello sviluppo della montagna. In molte località, l’ambiente montano sta diventando un palcoscenico commerciale che replica l’offerta turistica globale. Questo cambiamento non è certo nuovo, poiché l’esperienza della montagna si sta evolvendo in risposta a nuove esigenze di consumo e intrattenimento. Lo scorso anno, ad esempio, si sono registrate lunghe code per acquistare un krapfen in un rifugio a 2.300 metri in Val di Fassa. L’arrivo di KFC ora solleva ulteriori interrogativi, con le Dolomiti che rischiano di apparire simili a qualsiasi altra località turistica nel mondo, dove il panorama cambia, ma il menu rimane sempre invariato.
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