Situazione a Kramatorsk: tensioni crescenti e vita quotidiana nel Donbass
KRAMATORSK (DONBASS) – Le difese antidrone sono diventate una presenza costante nella città, con reti che ondeggiano sopra le teste dei soldati ai posti di blocco di Sloviansk. Al ponte che conduce a Kramatorsk, una sentinella avverte: «Se sentite il ronzio nell’aria è già troppo tardi», riferendosi ai droni kamikaze russi, che non fanno differenze tra obiettivi militari e civili, prendendo di mira ogni movimento, riporta Attuale.
Dopo un anno in cui i droni erano una rarità, ora ogni secondo veicolo militare è equipaggiato con jammers, dispositivi in grado di interferire con le comunicazioni russe. Un autista del battaglione Azov sottolinea che «senza di loro non potremmo neppure avvicinarci alle prime linee». Le strade di Kramatorsk, in parte colpite dalle bombe, si presentano quasi deserte. Le sirene di allerta suonano incessantemente, mentre il centro della città appare ancora relativamente intatto.
Il cuore della battaglia
Kramatorsk rappresenta una delle località chiave della guerra tra Ucraina e Russia, essendo l’ultima città importante del Donbass sotto il controllo di Kiev, che attualmente ammonta al 25-30% del territorio della regione. Putin pretende che la città diventi completamente russa in cambio di un accordo di pace, mentre il presidente Zelensky rifiuta di evacuare le linee difensive. Le battaglie feroci stanno avvicinando le truppe russe a soli 16 chilometri dalle periferie orientali di Kramatorsk.
Popolazione in difficoltà
Prima dell’invasione nel febbraio 2022, Kramatorsk ospitava oltre 200.000 abitanti; oggi se ne contano circa 53.000, molti dei quali sono anziani che non possono fuggire. Altri, come Olena, 73 anni, tornano in città dopo aver vissuto nell’incertezza dei centri per sfollati, stanchi di una vita precaria.
Professionisti in prima linea
Sergei, un chirurgo 57enne noto come «il paracadutista», ha curato i soldati feriti dal 2 marzo 2022. «Le cose non vanno bene», afferma, evidenziando l’aumento dei feriti a causa delle sparatorie in corso. Riflette sull’idea di cedere il Donbass a Putin in cambio di pace, avvertendo che «i russi prenderebbero il nostro Donbass con facilità».
Prospettive e paure
Natalia Zubko, 53 anni, residente a Kramatorsk, esprime le sue preoccupazioni riguardo ai recenti bombardamenti, affermando che «la guerra si sta avvicinando». Nel frattempo, il vicino Andreyi mantiene un atteggiamento ottimista, suggellando la sua determinazione di rimanere nella città.
Tattiche russe e resistenza ucraina
I soldati, tanti dei quali hanno affittato appartamenti abbandonati, segnalano un costante bombardamento con strategia russa che colpisce prima le aree con pattuglie nemiche. Vitaly, un ingegnere della 109esima brigata della difesa territoriale, denuncia che il 40% degli edifici di Kostyantinivka è stato distrutto. I droni russi continuano a rappresentare una minaccia persistente, mentre altri soldati avvertono che i rifornimenti sono sempre più complicati e pericolosi. Resistere, sperare nell’aiuto degli alleati, appare l’unica scelta rimasta per le forze ucraine in questo conflitto drammatico e sanguinoso.