La Cassazione dichiara assente il legame tra Berlusconi e Dell’Utri con la mafia

22.10.2025 11:55
La Cassazione dichiara assente il legame tra Berlusconi e Dell'Utri con la mafia

La Corte di Cassazione ha annullato l’ipotesi di un legame tra Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri con Cosa Nostra, considerandola non provata in alcun processo. I giudici della Suprema Corte hanno respinto il ricorso della procura generale di Palermo contro la decisione della Corte d’appello, che aveva già rigettato la richiesta di sorveglianza speciale e confisca dei beni nei confronti di Dell’Utri, difeso dagli avvocati Francesco Centonze e Tullio Padovani, riporta Attuale.

Nelle imprese di Berlusconi nessun riciclaggio mafioso

La sentenza conferma come verità storico-giuridica definitiva quanto stabilito dai giudici di secondo grado: «Non è risultata, a oggi, mai processualmente provata alcuna attività di riciclaggio di Cosa nostra nelle imprese berlusconiane, né nella fase iniziale di fondazione del gruppo né nei decenni successivi». Questa formulazione esclude in modo inequivocabile la presenza di appoggio della mafia siciliana sul successo imprenditoriale di Berlusconi.

Crolla la tesi sui «soldi in cambio del silenzio»

La Corte d’appello di Palermo ha demolito uno dei pilastri dell’accusa, ossia l’idea che Berlusconi avesse pagato Dell’Utri per ottenere il suo silenzio sui presunti rapporti con Cosa Nostra. I giudici hanno dichiarato: «È indimostrata e illogica la tesi secondo la quale Berlusconi avrebbe versato somme di denaro a Dell’Utri per ottenere il suo “silenzio” sull’esistenza di indimostrati accordi con Cosa nostra». Il rigetto della Suprema Corte si estende anche ai familiari di Dell’Utri, assistiti dagli avvocati Filippo Dinacci, Lodovica Beduschi e Francesco Bertorotta, per i quali la procura generale aveva richiesto misure simili a quelle proposte per l’ex senatore di Forza Italia.

Tra Berlusconi e Dell’Utri solo amicizia

Precedentemente, il tribunale di Palermo si era già espresso in termini analoghi, smentendo la ricostruzione accusatoria. Secondo i giudici, quella tesi è «estremamente semplicistica e indimostrata» e contrasta con «la successiva evoluzione dei rapporti fra i due e con il più volte rinnovato (finanche nelle proprie disposizioni testamentarie, come notorio) senso di amicizia e riconoscenza mostrato da Berlusconi nei confronti di Dell’Utri, posto alla base degli ingenti flussi finanziari veicolati in suo favore». Secondo la stima della Dda, le variazioni nei saldi nel corso di circa dieci anni sono state di poco più di 42 milioni e mezzo di euro.

1 Comment

  1. Ma dai, davvero ci volevano anni per arrivare a questa conclusione? È come dire che il sole sorge a est. La storia di Berlusconi e Dell’Utri era sempre stata sospetta, ma ora sembra che sia tutto un grande fraintendimento. Però, non si può negare che la legittimità di certi legami è discutibile. E poi, con tutti i soldi in giro, ci si può fidare? Boh…

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