L’inaspettato crollo del tasso di fecondità in Cina: l’Iva sugli anticoncezionali per stimolare le nascite
Il crollo del tasso di fecondità in Cina ha raggiunto livelli allarmanti, con un dato che si attesta a 1,0 figli per donna, sufficiente a far scattare l’allerta per il futuro demografico del Paese. Con una popolazione di circa 1,4 miliardi di persone, questo tasso non solo non permette il rinnovo della popolazione, ma segna l’inizio di un prevedibile declino. Le statistiche rivelano una crisi di natalità che molti Stati avanzati stanno affrontando, tra cui anche l’Italia, con il suo tasso di 1,18, e il Giappone, che segue a 1,16.
Le risposte politiche a questa emergenza variano sensibilmente: mentre in Occidente ci si affida all’immigrazione per colmare i vuoti nei mercati del lavoro e della previdenza sociale, in Oriente le politiche rimangono restrittive riguardo all’accoglienza di stranieri. La premier giapponese ha recentemente sottolineato un’inflessibile preferenza per un Giappone più omogeneo, piuttosto che aperto agli ingressi di lavoratori stranieri.
Il problema della bassa natalità in Cina è, in parte, eredità della politica del figlio unico, introdotta nel 1979, che si è trasformata nel tempo a causa dei cambiamenti economici e culturali. Nonostante l’introduzione di politiche più permissive nel 2015, che hanno permesso alle coppie di avere due figli, e poi nel 2021, quando si è passato a tre, le donne cinesi continuano a limitare la prole a uno. Il focus su carriera e vita personale ha preso il sopravvento.
A partire dal 1° gennaio 2026, il governo cinese rilancerà l’imposta sul valore aggiunto sui contraccettivi, previamente abolita nel 1993. L’intento è di disincentivare l’utilizzo di tali strumenti “antisociali” e incoraggiare così le nascite, proponendo anche incentivi come sussidi per le coppie sposate, agevolazioni per l’iscrizione ai nidi e congrui permessi di maternità. Tuttavia, molti giovani si domandano come un’iniziativa del genere possa influenzare la loro capacità di crescere una famiglia, se le difficoltà economiche attuali già limitano le possibilità di avere un figlio.
Nel 2023, circa 7,68 milioni di coppie si sono registrate per il matrimonio, ma le statistiche prevedono che la maggior parte di esse avrà un solo figlio, indipendentemente dalle nuove politiche fiscali. Un giovane su Weibo ha commentato: «Se non ho soldi per un condom, come posso permettermi di crescere un figlio?» Il futuro demografico della Cina rimane incerto, e l’efficacia delle nuove misure fiscali è ancora da verificare, mentre il Paese cerca disperatamente di invertire un trend così preoccupante, riporta Attuale.