La città spagnola vieta le festività islamiche negli edifici pubblici

07.08.2025 09:55
La città spagnola vieta le festività islamiche negli edifici pubblici

Il divieto di celebrazione delle festività islamiche a Jumilla

La recente decisione della maggioranza di destra che amministra Jumilla, una cittadina nel sud-est della Spagna, ha suscitato notevoli polemiche. Infatti, è stata introdotta una nuova norma comunale che impedisce l’uso degli spazi pubblici, in particolare delle strutture sportive, per la celebrazione delle festività islamiche. Si tratta della prima iniziativa di questo genere nel Paese, e sebbene la modifica al regolamento comunale non menzioni direttamente l’islam, il contesto e le modalità di approvazione fanno trasparire l’intento discriminatorio. Il partito di estrema destra Vox ha elogiato questa misura come un modo per difendere le “radici cristiane” della Spagna, affermando che ha «impedito di celebrare feste islamiche negli spazi pubblici», riporta Attuale.

Jumilla, con una popolazione di circa 27 mila abitanti, include all’incirca 1.500 musulmani. Si trova nella regione di Murcia, la stessa di Torre Pacheco, dove recentemente sono avvenuti episodi di violenza xenofoba contro i cittadini nordafricani. La governance della cittadina è in mano al Partito Popolare (PP), il quale però ha potuto garantire la propria maggioranza grazie al voto di un singolo consigliere comunale di Vox.

Alla fine di luglio, il consigliere di Vox aveva presentato una proposta per modificare il regolamento comunale che mirava a limitare i diritti della comunità musulmana. La mozione iniziale prevedeva un divieto totale per la celebrazione della festa di Eid al Adha, nota anche come “festa del sacrificio”, e richiedeva di promuovere le tradizioni spagnole in contrasto con il cibo halal, cioè quello conforme alle prescrizioni islamiche.

Inizialmente, la maggioranza del PP ha accolto la mozione, apportando però modifiche che eliminavano ogni riferimento all’islam. La nuova versione prevede la creazione di una commissione per «difendere la nostra identità e proteggere i valori religiosi tradizionali» e stabilisce un divieto sull’uso delle strutture sportive per «attività culturali, sociali o religiose non gestite dal Comune». La proposta è stata successivamente approvata, con il consigliere di Vox che si è astenuto dal votare, poiché l’approvazione era già assicurata.

Il comune di Jumilla aveva fino ad ora consentito alla comunità musulmana di utilizzare il centro polivalente locale durante le celebrazioni di Eid al Adha e altre festività come Eid al Fitr, la festa che segna la fine del Ramadan. Questo centro rappresenta l’unico spazio sufficientemente ampio per accogliere l’intera comunità. Negli anni precedenti, tali celebrazioni si erano svolte senza alcun problema.

L’approvazione della mozione a Jumilla è frutto di dinamiche politiche locali; probabilmente, il PP ha scelto di approvare questa norma per assicurarsi il supporto del consigliere di Vox durante le discussioni sul bilancio comunale che si sono verificate subito dopo.

Nonostante i tentativi di eliminare espliciti riferimenti all’islam, la mozione è stata interpretata come un attacco diretto alla comunità musulmana di Jumilla. Abdu Boukra, marocchino residente nella città da oltre vent’anni, ha dichiarato al País: «Ci hanno tolto un posto dove pregare. Ora si tratta solo di preghiere, ma non sappiamo cosa ci verrà negato in futuro».

Vox ha celebrato questa approvazione come un successo significativo e come un primo passo per promuovere simili iniziative in altre località della Spagna. Adesso, il partito intende dare vita a una campagna nazionale per revocare alle comunità musulmane il diritto di utilizzare gli spazi pubblici.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere