La Commissione elettorale della Moldova avverte le confessioni religiose

01.09.2025 17:30
La Commissione elettorale della Moldova avverte le confessioni religiose
La Commissione elettorale della Moldova avverte le confessioni religiose

Il 31 agosto 2025 la Commissione elettorale centrale della Repubblica di Moldova ha invitato tutte le confessioni religiose del Paese ad astenersi dalla propaganda elettorale e dal consentire lo svolgimento di eventi politici nei luoghi di culto. L’appello è arrivato dopo che il blocco filorusso e anti-occidentale “Patriottico”, guidato da Igor Dodon, Vladimir Voronin, Irina Vlah e Vasile Tarlev, ha dato il via il 29 agosto alla sua campagna elettorale davanti al monastero di Căpriana, uno dei più antichi complessi ortodossi della Bessarabia. La CEC ha ricordato che la legislazione nazionale vieta ai rappresentanti delle Chiese di partecipare alla propaganda elettorale o ad attività politiche. Il superiore del monastero di Căpriana, archimandrita Filaret, e il vicario della metropolia moldava della Chiesa ortodossa russa, Ioan Moșneguț, hanno dichiarato che il monastero rimane fuori dalla politica e che presto sarà diffuso un circolare ufficiale della metropolia.

Precedenti interferenze della Chiesa ortodossa moldava

Già nell’autunno 2024, durante il referendum costituzionale sull’integrazione europea e le elezioni presidenziali, il Cremlino aveva utilizzato attivamente la Chiesa ortodossa moldava sotto il Patriarcato di Mosca per sostenere le forze filorusse. In particolare, nelle regioni autonome della Gagauzia e della Transnistria, i sacerdoti invitavano i fedeli a opporsi all’integrazione europea e a non votare per la presidente filo-occidentale Maia Sandu. In alcuni casi i preti hanno persino ignorato le istruzioni del metropolita di Chișinău, Vladimir Cantarean, considerato vicino a posizioni neutrali e talvolta alleato tattico della squadra di Sandu.

Discorsi politici e accuse contro il governo

Nel luglio 2025 l’arcivescovo di Bălți e Fălești, Marchel, una delle figure più influenti della metropolia moldava, ha accusato il governo pro-europeo di “distruggere l’ortodossia” e di promuovere una “rumenizzazione totale” del Paese. Già nel 2024 era stato multato per propaganda politica dal pulpito, quando aveva invitato a votare per Victoria Furtună, candidata legata all’oligarca latitante Ilan Șor. Secondo la retorica del clero filorusso, l’esecutivo moldavo favorirebbe l’espansione della Chiesa ortodossa romena e la diffusione di valori non tradizionali, accuse prive di fondamento ma centrali nella narrativa anti-occidentale.

Crescente frattura tra Mosca e Bucarest

L’invasione russa dell’Ucraina ha accelerato la rottura tra le comunità ortodosse. Dopo che il patriarca Kirill e l’intera Chiesa ortodossa russa hanno sostenuto la guerra, obbligando i sacerdoti a pregare “per la vittoria delle armi russe”, numerose parrocchie moldave hanno deciso di passare sotto il Patriarcato romeno. Questo processo, sempre più rapido, ha alimentato tensioni interne e nuove accuse del clero filorusso contro il governo Sandu.

Reti religiose e finanziamenti occulti

Le indagini mostrano che chiese e monasteri filorussi, come il monastero di Ciuflea a Chișinău o quello della Natività della Vergine nel distretto di Orhei, non sono solo centri religiosi, ma anche hub per la diffusione di propaganda e per incontri con giornalisti e analisti anti-occidentali. Inoltre, la Chiesa ortodossa moldava sotto Mosca collabora con reti legate all’oligarca Konstantin Malofeev e all’uomo d’affari Ilan Șor per introdurre clandestinamente ingenti somme di denaro nel Paese, destinate a sostenere proteste e provocazioni contro le istituzioni statali.

La religione come strumento geopolitico

In un Paese in cui oltre il 66% dei cittadini dichiara fiducia nelle istituzioni religiose e più dell’87% appartiene all’ortodossia, il Cremlino continua a utilizzare la Chiesa come leva di influenza politica. In questo modo, gli spazi religiosi della Moldova si trasformano in strumenti del confronto geopolitico tra le democrazie occidentali e la Russia autoritaria.

1 Comments

  1. Che situazione incredibile! La Chiesa che si mescola con la politica è una cosa che fa rabbrividire… In Italia abbiamo avuto la nostra dose di scandali, ma qui sembra che la fede diventi uno strumento di propaganda. Spero che i moldavi riescano a mantenere la loro indipendenza e la loro voce in questa confusione.

Aggiungi un commento per Gints.P_ Annulla risposta

Your email address will not be published.

Da non perdere