La Commissione Europea accelera gli accordi commerciali in un contesto di incertezza globale
All’inizio del secondo mandato di Donald Trump, la Commissione Europea sotto la guida di Ursula von der Leyen ha siglato vari accordi commerciali e avviato negoziati con diversi paesi, affrontando così la necessità di ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti, sempre più percepiti come un partner inaffidabile. In questa cornice, la Commissione ha mostrato una sorprendente efficienza e determinazione nel promuovere accordi, riporta Attuale.
Il commercio è una materia di competenza esclusiva dell’Unione, che consente valutazioni e decisioni indipendenti dai governi nazionali. L’ultimo accordo siglato dall’ente è stato con l’India, concluso alla fine di gennaio dopo oltre vent’anni di negoziati. Nel corso del 2025, la Commissione ha intrapreso un accordo commerciale con l’Indonesia e ha avviato trattative con gli Emirati Arabi Uniti e il Messico, quest’ultimo per l’aggiornamento di un’intesa esistente. Si sono inoltre riattivati i negoziati con la Malaysia, le Filippine e l’Australia.
Questi accordi, che erano in discussione da tempo, erano stati sospesi per divergenze specifiche. Per esempio, nel caso australiano, si è discusso delle quote di esportazione di carne di manzo e agnello che l’Australia desidererebbe incrementare nell’Unione. Recenti sviluppi suggeriscono che un’intesa possa essere imminente.
L’Unione Europea ha già stabilito rapporti commerciali con 76 paesi, ma la spinta verso nuovi accordi è alimentata in gran parte dall’atteggiamento aggressivo di Trump, il quale ha imposto dazi elevati contro molti stati, inclusi quelli europei. Tali misure hanno complicato il commercio globale, rendendo incerta la situazione per le aziende europee, che cercando stabilità per i loro investimenti.
Per la Commissione, gli accordi commerciali sono strumenti non solo economici, ma anche politici che rafforzano il valore strategico dell’Unione, presentandola come partner affidabile, specialmente in un contesto globale instabile. Durante un intervento a Davos, il presidente francese Emmanuel Macron ha evidenziato che l’Europa rappresenta un’oasi di prevedibilità e stato di diritto, ribadendo l’importanza di una rappresentanza forte e coesa.
Tuttavia, nonostante l’importanza di questi accordi, non possono sostituire completamente il valore dei legami commerciali con gli Stati Uniti. Nel 2024, le esportazioni europee verso l’India ammontavano a 49 miliardi di euro, con prospettive di crescita del 107,6% entro il 2032, mentre le esportazioni verso gli USA raggiungevano 502 miliardi di euro nel 2023. Gli scambi complessivi tra Stati Uniti e Unione Europea ammontano a 1.600 miliardi di euro, dimostrando come i nuovi accordi possano integrare, ma non sostituire, questa relazione storica.
Un ulteriore aspetto riguarda il fatto che, pur avendo libertà di negoziazione, gli accordi commerciali devono successivamente essere approvati dai governi nazionali e dal Parlamento Europeo, processo che può risultare complesso. Un caso emblematico è l’accordo con i paesi del Mercosur, per il quale, nonostante un lungo processo di negoziazione e l’approvazione da parte del Consiglio Europeo nel gennaio scorso, è stato successivamente bloccato dal Parlamento Europeo.
Mah, sembra che l’Europa stia finalmente prendendo in mano le redini! È ora di smettere di dipendere dagli Stati Uniti, ma mi chiedo se questi nuovi accordi porteranno realmente stabilità oppure saranno solo fumo negli occhi. In Italia, ci sono già troppe incertezze…