La competizione decisiva per Claudia Sheinbaum tra Trump e gli “obradoristi”

11.12.2025 12:05
La competizione decisiva per Claudia Sheinbaum tra Trump e gli "obradoristi"

La partita decisiva per Claudia Sheinbaum, fra Trump e “obradoristi”

Sabato scorso, 6 novembre, mezzo milione di persone hanno marciato a Città del Messico per difendere Claudia Sheinbaum, la presidente più popolare nella storia del Paese nordamericano. Un’inchiesta di Milenio ha rivelato che la leader ha il pieno sostegno soprattutto della Generazione Z, che invece disapprova i leader dell’opposizione. Il quotidiano ha analizzato 116 milioni di conversazioni digitali tra giovani di età compresa tra 18 e 28 anni, avvenute tra l’8 novembre e il 7 dicembre. I dati rivelano una tendenza chiara: Sheinbaum è, con ampio margine, il leader politico più amato dai più giovani, riporta Attuale.

Sullo stesso giornale, l’opinionista Elisa Alanis, plaude al successo della recente visita della presidente a Washington. «La sua presenza al sorteggio dei Mondiali, ospitato da Donald Trump, è stata simbolica e preludio a una stagione ricca di momenti decisivi, enormi sfide e grandi opportunità. La comunità internazionale seguirà da vicino ciò che accadrà attorno al pallone che rotolerà sui campi di Canada, Stati Uniti e Messico. E mentre risuonano applausi, cori, grida, sconfitte e vittorie, Claudia Sheinbaum giocherà con il suo futuro», scrive Alanis.

Due temi assillano la leader di sinistra che due anni fa ha vinto le elezioni, con il più ampio vantaggio nella storia della democrazia messicana: la violenza e la stagnazione economica. «Ma non ci sarà pace, giustizia o tranquillità se non combatterà la mafia obradorista», aggiunge Alanis, facendo riferimento alle fortissime élite di potere che fanno capo all’ex presidente Andrés Manuel López Obrador. Questi centri di influenza hanno radici profonde nei governatorati, nelle assemblee legislative, nelle forze armate e potrebbero indebolirla e persino sconfiggerla.

Sheinbaum ha già dimostrato di essere una «tosta», come ha riconosciuto perfino Trump, che non ha lesinato parole di encomio per la collega messicana. Si muove con prudenza anche nei confronti del presidente americano, al quale sta facendo varie concessioni, nella complessa trattativa per evitare dazi sulle esportazioni verso gli Usa, mantenendo il punto fermo: «La sovranità messicana non si tocca». Ieri, il Parlamento messicano, dominato dal partito al governo, ha approvato un pacchetto di nuovi dazi doganali, che colpiscono centinaia di prodotti, molti dei quali provenienti dalla Cina. Le misure, definite necessarie da Sheinbaum per incrementare la produzione nazionale, entreranno in vigore il 1° gennaio e si applicheranno a beni come metalli, automobili, abbigliamento ed elettrodomestici, interessando anche vari Paesi privi di un accordo di libero scambio con il Messico, tra cui Thailandia, India e Indonesia.

Martedì Sheinbaum si è detta fiduciosa anche rispetto al tema spinoso della fornitura di acqua agli Stati Uniti, in seguito alla minaccia americana di imporre ulteriori dazi se il Messico, suo principale partner commerciale, non rispetterà un trattato bilaterale del 1944 sulla condivisione dell’acqua. «Sono convinta che, come in altre occasioni, raggiungeremo un accordo a beneficio degli Stati Uniti e del Messico», ha dichiarato la presidente. «Siamo sempre impegnati a difendere il diritto umano all’acqua, così come il suo utilizzo agricolo, e a cercare anche benefici per gli agricoltori e le comunità degli Stati Uniti». Durante una frizione di recente, Trump ha accusato il Messico di violare il trattato sulla distribuzione delle risorse idriche, sollecitando una rapida somministrazione di acqua al Texas.

«Abbiamo le migliori intenzioni di fornire la quantità d’acqua dovuta negli anni precedenti, in conformità con il trattato, garantendo però anche l’approvvigionamento idrico del Messico», risponde Sheinbaum, annunciando proposte per la fornitura d’acqua da qui a dicembre. Il Messico, ricorda la BBC, è il principale partner commerciale degli Stati Uniti. La recente aggressione dei dazi imposta da Trump ha inasprito le tensioni già esistenti. Le dichiarazioni sull’imminente guerra commerciale, da un lato, e la necessità di mantenere relazioni bilaterali, dall’altro, continuano a essere al centro del dibattito politico.

Nei giorni scorsi, Trump ha imposto dazi sulle importazioni messicane non coperte dallo storico accordo commerciale, preannunciando una tariffa del 5%, elevando la pressione sul commercio bilaterale.

Seguiranno ulteriori aggiornamenti sulla situazione attuale e le eventuali evoluzioni tra i due Paesi.

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