Sentenza sulla decadenza di Alessandra Todde
La Corte costituzionale ha stabilito oggi che il collegio regionale di garanzia elettorale ha superato i propri poteri riguardo alla decadenza della presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde. La Corte ha dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione sollevato dalla Regione Sardegna in relazione a una sentenza del tribunale di Cagliari, che ha rigettato il ricorso di Todde contro l’ordinanza del collegio di garanzia, riporta Attuale.
La decadenza
Secondo la Corte, il collegio ha oltrepassato le proprie competenze, compromettendo le attribuzioni costituzionalmente garantite alla Regione. Non spettava allo Stato, né al Collegio di garanzia, stabilire che “si impone la decadenza dalla carica del candidato eletto” e inviare “la presente ordinanza/ingiunzione al Presidente del Consiglio Regionale per l’adozione del provvedimento di decadenza di Todde Alessandra”.
Tutti i passaggi
Il procedimento è iniziato con un’ordinanza-ingiunzione del Collegio di garanzia elettorale regionale, emessa a gennaio, che indicava presunte irregolarità nella rendicontazione delle spese per la campagna elettorale di febbraio 2024, dopo la quale Todde è stata eletta governatrice. Il 27 gennaio, la difesa di Todde ha presentato un ricorso al Tribunale di Cagliari, chiedendo la sospensione immediata e l’annullamento del provvedimento. Tuttavia, il 28 maggio 2025, il Tribunale ha rigettato il ricorso, confermando la decadenza sancita dal Collegio. Oggi, la Corte costituzionale ha emesso il proprio giudizio.
L’ultimo step il 21 novembre
La Corte costituzionale è solo il primo passo nella controversia legale sul futuro della presidente Todde. La governatrice ha presentato appello contro la sentenza del 28 maggio. L’ultimo match si terrà il 21 novembre quando la Corte d’Appello di Cagliari dovrà esprimersi sulla sentenza del tribunale civile, che ha già dichiarato la decadenza. In caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso, si procederà allo scioglimento dell’Assemblea e, di conseguenza, si convoglieranno elezioni anticipate, un duro colpo per il centrosinistra.
Cosa viene contestato a Todde
Le contestazioni contro Todde, sollevate dal Collegio di garanzia elettorale, rivelano una gestione “casalinga” delle spese relative alla campagna elettorale del 2024. I dettagli includono:
- Nel rendiconto firmato da Ettore Licheri si segnalano 90.570 euro di finanziamenti e 90.629 euro di spese, gran parte delle quali derivano da donazioni del M5S nazionale (55.000 euro) e del Pd (18.000 euro), insieme a versamenti personali di altri esponenti. Tuttavia, non è chiaro se tali somme siano destinate esclusivamente alla candidatura di Todde o anche ai candidati consiglieri sostenuti dal Movimento, poiché tutte le operazioni sono registrate a nome del comitato elettorale del M5S.
- Non è stato nominato un mandatario, il quale, ai sensi di legge, dovrebbe farsi carico di tutti gli atti legati alla campagna.
- Non è stato aperto un conto dedicato alla campagna; Todde ha utilizzato il proprio conto personale, generando dubbi sui fondi raccolti tramite Paypal.
- È stata fornita soltanto una lista dei movimenti bancari, ma non l’estratto conto completo, limitando l’identificazione dei donatori fino a 30mila euro.
- Non è stata depositata una fattura per l’uso di energia elettrica e della sede della campagna, che non risulta registrata nel cassetto fiscale.
La prima presidente di Regione pentastellata
Alessandra Todde, presidente della Sardegna dal 20 marzo 2024, è la prima presidente regionale del Movimento 5 Stelle. La sua elezione è stata considerata un “modello” per il centrosinistra, segnando l’emergere di una nuova coalizione: il campo largo, un’alleanza che ha riunito diverse forze politiche della stessa area, incluse Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Nonostante le difficoltà, questo modello è stato replicato con vari gradi di successo in altre tornate elettorali, sia regionali che locali. Oggi, si dovrà verificare se questo fronte compatto reggerà.