Il caso Almasri in arrivo alla Corte penale internazionale
Il confronto finale sul caso Almasri avrà luogo a New York, dal 7 al 17 dicembre, durante l’Assemblea degli Stati Parte della Corte penale internazionale. Qui verranno esaminati i casi di “non cooperazione”, compreso il deferimento dell’Italia. A oltre due mesi dalla decisione di portare Roma al massimo livello di scrutinio, la Cpi ha formalizzato i termini, segnando l’inizio di una nuova fase in una disputa che ha messo alla prova i rapporti tra il governo e la giustizia internazionale, riporta Attuale.
Prima del confronto, l’Italia avrà la possibilità di dialogare a porte chiuse con l’ufficio di presidenza dell’Assemblea per chiarire i fatti e illustrare come intende riallinearsi agli obblighi di cooperazione. Questo incontro viene interpretato all’Aja come “un’opportunità di de-scalation”, utile a Roma per costruire una posizione più solida e limitare l’impatto politico del dibattito. Nella migliore delle ipotesi, il caso potrebbe chiudersi con un semplice richiamo, sebbene questa eventualità sia considerata “tutt’altro che indolore sul piano reputazionale”.
Il 17 ottobre scorso, la Camera preliminare I della Cpi aveva accertato il mancato rispetto degli obblighi dello Statuto di Roma. Il governo italiano, come indicato nelle motivazioni, non ha eseguito correttamente la richiesta di arresto e consegna del generale libico accusato di torture, che era stato inizialmente fermato in Italia e poi rimpatriato da un aereo dei servizi segreti. La richiesta di deferimento è stata avanzata il 26 gennaio. Tuttavia, dai documenti della Corte emerge una questione più ampia: la reale disponibilità dell’Italia a cooperare “pienamente”, sia nel presente che in futuro. Le aperture di Roma sono state ritenute insufficienti.
Nel caso Almasri, il governo non ha chiarito adeguatamente l’impatto dei procedimenti interni che hanno coinvolto i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, così come il sottosegretario Alfredo Mantovano, il cui caso è stato archiviato dal Parlamento. Inoltre, la Corte ha menzionato il possibile ruolo della Corte costituzionale, evocato ma mai attivato, nel contesto della vicenda.
La prossima settimana, il Parlamento italiano voterà sul caso di Giusi Bartolozzi, decidendo se sollevare un conflitto di attribuzione nei confronti della procura di Roma riguardo al ruolo dell’ex capo di gabinetto di Nordio nella stessa vicenda. Questo passaggio potrebbe fungere da scudo per l’ex braccio destro del ministro. Nel frattempo, i pm capitolini hanno appena richiesto il rinvio a giudizio per Bartolozzi.