Morte di Edoardo Zattin: la famiglia avvia una causa civile
Edoardo Zattin, giovane di 18 anni, è deceduto nel 2023 a seguito di un pugno ricevuto durante un allenamento di boxe a cui non avrebbe dovuto partecipare. A distanza di tempo, rimane ignoto chi lo abbia colpito. I familiari del ragazzo hanno quindi deciso di promuovere una causa civile, unica possibilità rimasta dopo che i patteggiamenti firmati dai tre imputati per la morte del giovane di Este (Padova) sono divenuti definitivi, riporta Attuale.
La tragedia si è consumata il 22 febbraio 2023, nel tardo pomeriggio, presso una palestra di Monselice (Padova), dove Zattin si era recato per un allenamento di boxe. La seduta prevedeva sessioni di sparring a turno con altri partecipanti. Durante l’attività, il ragazzo ha accusato un malore sul ring, barcollando e cadendo con violenza, colpendo la testa. La situazione ha richiesto un intervento immediato, con la chiamata al 118 e successivamente il ricovero presso l’ospedale di Padova, dove Zattin è deceduto due giorni dopo.
Le indagini hanno rivelato una frattura della teca cranica, emorragia interna e lesioni, circostanze che contraddicono le affermazioni iniziali di testimoni e responsabili della palestra, i quali sostenevano che non ci fosse stato contatto fisico tra gli atleti.
Tre imputati hanno patteggiato con l’accusa di cooperazione in omicidio colposo per non aver garantito la dovuta vigilanza: l’istruttore Simone Lazzarin, 48 anni, di Rovigo, è stato condannato a due anni con sospensione della pena, mentre i legali rappresentanti della palestra, Luca Lunardi, 37 anni, e Matteo Zenna, 49 anni, entrambi di Monselice, a un anno e dieci mesi con sospensione. Tuttavia, non è stato chiarito cosa sia realmente accaduto quella sera né chi abbia colpito Zattin, in particolare sopra l’orecchio sinistro. “I familiari vogliono sapere come si sono svolti i fatti”, ha dichiarato l’avvocato Paola Rubini, rappresentante legale della madre di Zattin.