La flotta fantasma che trasporta petrolio: gli Stati Uniti sequestrano petroliere del Venezuela e l’Ucraina intensifica gli attacchi nel Mar Baltico e nel Mediterraneo

22.12.2025 13:15
La flotta fantasma che trasporta petrolio: gli Stati Uniti sequestrano petroliere del Venezuela e l'Ucraina intensifica gli attacchi nel Mar Baltico e nel Mediterraneo

Gli Stati Uniti e l’Ucraina intensificano le operazioni contro la flotta fantasma di petroliere

Negli ultimi giorni, gli Stati Uniti hanno sequestrato due petroliere al largo del Venezuela e hanno tentato di abbordarne una terza, come parte della loro strategia per rovesciare il regime di Nicolás Maduro. Allo stesso tempo, l’Ucraina ha aumentato gli attacchi contro petroliere russe nel Mar Baltico, nel Mar Nero e nel Mediterraneo. Entrambi gli sforzi mirano a contrastare la “flotta fantasma”, un insieme di navi utilizzate per il trasporto e la vendita di petrolio, eludendo le sanzioni internazionali, riporta Attuale.

Questi paesi, Russia, Iran e Venezuela, utilizzano estesamente questo sistema per sostenere le proprie economie continuando a esportare grandi quantità di petrolio, prevalentemente verso Cina e India, ma talvolta anche verso nazioni occidentali che hanno imposto sanzioni.

Non è facile quantificare le navi della flotta fantasma: secondo gli analisti, il numero è aumentato drasticamente dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022, passando da meno di 500 a stime che oscillano tra 1.000 e 1.500, con alcune fonti che indicano numeri superiori a 3.000. Queste imbarcazioni vengono impiegate anche per trasporti di merci illegali, ma il carico principale rimane il petrolio. La flotta fantasma rappresenta circa il 15-20% delle petroliere in circolazione ed è diventata una realtà diffusa dopo l’imposizione di sanzioni all’Iran nel 2012 e successivamente a quelle al Venezuela nel 2019.

Predominantemente, si tratta di navi vecchie, acquistate a basso costo sul mercato secondario, spesso nei pressi del termine della loro vita operativa. La vera proprietà delle imbarcazioni è celata da una rete di società fittizie, spesso registrate in giurisdizioni con normative fiscali favorevoli, come le Seychelles o le Isole Marshall. Le navi cambiano frequentemente nome e bandiera, registrandosi in paesi dove la vigilanza è debole o utilizzando registrazioni false.

Essendo escluse dal mercato assicurativo occidentale, queste navi ricorrono ad assicurazioni poco trasparenti russe o operano senza coperture valide.

Per sfuggire al tracciamento, molte di queste imbarcazioni spengono i transponder quando si avvicinano ai porti di carico di petrolio da paesi sanzionati. Alcuni casi dimostrano manovre audaci, come quella di una nave sequestrata dagli Stati Uniti, che ha mascherato la propria posizione tramite tecniche di spoofing GPS, mostrando una localizzazione errata. Inoltre, il trasferimento di carichi tra diverse navi in acque internazionali è una pratica comune; in questo modo, il petrolio può essere venduto senza difficoltà, passando da un vascello “fantasma” a uno “legittimo”.

Questa attività non solo mina l’efficacia delle sanzioni, ma porta con sé enormi rischi. Le condizioni di scarsa manutenzione delle navi aumentano la probabilità di incidenti quali esplosioni e sversamenti incontrollati, minacciando gravemente l’ambiente marino. La mancanza di assicurazioni rende impossibile il risarcimento in caso di disastri e i lavoratori a bordo operano spesso senza contratti regolari né diritti.

La Russia, in particolare, si dimostra un attore chiave nell’utilizzo di queste navi. L’Unione Europea ha registrato oltre 500 unità, con stime che suggeriscono un numero ancora più elevato. Recentemente, il governo russo ha iniziato a sfidare apertamente le autorità internazionali, scortando le petroliere “fantasma” e impiegando bandiera russa senza nemmeno tentare di nasconderla. Rapporti d’intelligence e indagini giornalistiche indicano anche l’attività di contractor militari russi su queste navi, suggerendo il loro coinvolgimento in operazioni di “guerra ibrida” contro paesi europei, compresi atti di provocazione come il lancio di droni spia e sabotaggi.

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