La guerra in Ucraina e la dichiarazione di Parigi: un passo decisivo per la sicurezza euro-atlantica
Negli ultimi mesi, la guerra in Ucraina ha raggiunto un’intensità logorante, con la Russia che intensifica gli attacchi con missili e droni, colpendo infrastrutture essenziali e lasciando milioni di persone senza elettricità e riscaldamento nelle regioni di Dnipro e Zaporižžja. In concomitanza, è stata adottata la Paris Declaration della Coalizione dei volenterosi, che stabilisce un nuovo sistema di sicurezza intorno all’Ucraina, destinato a modificare gli equilibri europei e le dinamiche globali, in particolare in Africa, riporta Attuale.
La guerra si è evoluta in una battaglia di posizione nel Donbass e lungo l’asse sud-orientale verso il Mar d’Azov, dopo le prime controffensive ucraine del 2022. Sebbene ci siano stati pochi progressi sul terreno, i combattimenti rimangono intensi e vi è un uso massiccio di artiglieria e droni. L’Ucraina è alle prese con blackout ricorrenti e costi elevati, evidenziando che il conflitto ha ripercussioni non solo territoriali, ma anche economiche e umanitarie in tutto il mondo.
La Paris Declaration segna un punto cruciale nel supporto politico e militare all’Ucraina, collegando la sicurezza della nazione a quella euro-atlantica. Durante la cerimonia del 6 gennaio 2026, i membri della Coalizione hanno sottolineato che la capacità di Kyiv di difendersi è “criticamente importante” per la sicurezza della regione. La dichiarazione prevede un meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco, un supporto militare prolungato, la creazione di una Forza multinazionale e impegni vincolanti per rispondere a future aggressioni russe.
L’idea di una Forza multinazionale, con un contingente di 10.000-15.000 soldati sotto comando anglo-francese, mira a fungere da deterrente contro violazioni del cessate il fuoco. Ex comandanti NATO avvertono che per avere successo, questa forza deve avere chiari protocolli d’intervento, senza dover attendere disposizioni da Parigi o Londra. La reazione russa è stata immediata, affermando che una presenza militare occidentale sarà vista come un’attacco diretto alla sicurezza russa.
Le conseguenze del conflitto si estendono ben oltre l’Europa, con tensioni nella sicurezza alimentare e energetica globale. Russia e Ucraina rappresentavano una parte significativa delle esportazioni mondiali di grano e oli vegetali, e il blocco del Mar Nero ha colpito duramente le nazioni africane dipendenti dalle importazioni. In risposta, l’UE sta cercando di diversificare le sue fonti energetiche, intensificando i rapporti con fornitori africani.
La strategia della Russia enuncia un aumento della propria influenza in Africa, mentre gli Stati africani adottano posizioni di non-allineamento, denunciando l’invasione, ma evitando di aderire alle sanzioni occidentali. Questo equilibrio riflette la complessità delle relazioni internazionali, dove i paesi africani cercano di mantenere margini di manovra tra le potenze globali.
Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, la situazione comporta sia rischi che opportunità. La posizione geografica del Paese lo colloca come un attore chiave nel contesto euro-atlantico e nel dialogo con il Sud globale. La Paris Declaration rappresenta quindi non solo un nuovo impegno di sicurezza, ma anche un banco di prova politico per l’Unione Europea, destinata a costruire un’architettura di sicurezza globale che non dimentichi l’importanza delle relazioni con l’Africa.