Bologna, 18 ottobre 2025 – I capretti, i cavalli, le anatre e l’ossigeno a pieni polmoni caratterizzano la Fattoria Ca’ dei Monti, fondata da Jessica Vaccari, una giovane madre pastore di 31 anni. Sin dal suo avvio nel 2015, la fattoria didattica ha attirato l’attenzione per la sua peculiarità: l’assenza totale di cellulari per i bambini, che qui vivono un’esperienza immersiva nella natura. Nonostante le sfide burocratiche, Vaccari e i suoi collaboratori sono determinati a dimostrare che esiste spazio per tutti nel mondo della pastorizia, riporta Attuale.
Una scelta d’amore e di passione
La visione di Jessica è quella di creare un ambiente educativo unico, e la sua iniziativa ha trovato terreno fertile. Quest’estate ha avviato programmi per bambini dai 3 ai 9 anni che comprendono escursioni con gli asini, laboratori sulla produzione di formaggi e pasti interattivi con gli animali. Insieme a Silvia Aldrovandi, Jessica ha guidato i piccoli esploratori a scoprire il mondo delle api e a prendersi cura delle caprette.
Un legame speciale tra animali e bambini
Secondo Vaccari, gli animali hanno una straordinaria capacità di relazionarsi con i bambini. “Gli animali percepiscono la fragilità dei più piccoli e instaurano un rapporto di rispetto”, spiega. Per i bambini, questa avventura rappresenta un’opportunità di apprendimento unica, lontana dalla frenesia della vita moderna, permettendo loro di osservare la natura nei suoi ritmi reali.
Naturalmente senza tecnologia
Per garantire un’esperienza autentica, Jessica ha deciso di vietare i cellulari durante le attività. “Siamo stati senza tecnologia, solo laboratori manuali. Anche i genitori hanno partecipato senza telefoni, mostrando un’atmosfera di tranquillità”, riferisce con soddisfazione.
Ritorno alle origini
Il legame con la sua terra ha radici profonde, ancorate nella figura del nonno Bruno, scomparso nel 2018, che ha ispirato Jessica a tornare e rigenerare la fattoria. “Mi sono trasferita qui nel 2015, ed è stato un percorso lungo e riflessivo. Ho vissuto estati indimenticabili qui, quando il nonno mi insegnava a curare gli animali”, racconta Vaccari, descrivendo un desiderio profondo di far rivivere il podere familiare.
Le sfide burocratiche
Tuttavia, Jessica non nasconde le difficoltà. La burocrazia è il maggiore ostacolo alla sua impresa. “La Cna stima che una piccola azienda come la mia deve dedicare oltre 230 ore all’anno a pratiche burocratiche”, avverte. Le nuove normative sulla produzione di formaggi a latte crudo rappresentano ulteriori sfide. “Le aziende dovrebbero ricevere aiuto per affrontare queste complessità”, sostiene.
Riflessioni sulla vita di montagna
Vaccari ha mai rimpianto una vita diversa? “Ogni mattina inizia alle 5.30. È una scelta dura, ma riflettendo su ciò che ho raggiunto mi sento ricaricata”, risponde con determinazione. Aggiunge che la cooperazione tra i produttori locali è essenziale per il successo, e nonostante le difficoltà, è convinta che il ritorno alla montagna non sia solo una moda ma una necessità.
Un bisogno di rallentare
“Credo ci sia un reale bisogno di tornare a rallentare. Tuttavia, anche vivendo in un ambiente che considero migliore rispetto alla città, la pressione per mantenere il ritmo rimane presente”, concluse Jessica, esprimendo la sua aspirazione a un equilibrio tra progresso e tradizione.