La “marcia verso Gaza” è attualmente ferma.

16.06.2025 13:16
La "marcia verso Gaza" è attualmente ferma.

Blocco della Global March to Gaza e il nuovo approccio online

Lunedì gli organizzatori della Global March to Gaza, una manifestazione di grande rilevanza contro l’invasione israeliana della Striscia di Gaza, hanno annunciato che l’iniziativa è attualmente interrotta a causa degli arresti di molti attivisti da parte della polizia del Cairo. D’ora in avanti, la protesta si concentrerà principalmente sulla piattaforma online, riporta Attuale.

La manifestazione era programmata per il 15 giugno, con l’intenzione di partire in autobus dalla città egiziana di al Arish, situata nel nord-est dell’Egitto, per raggiungere Rafah, il maggiore centro urbano del sud della Striscia di Gaza, che confina con l’Egitto. Tuttavia, la situazione è divenuta complessa con il passare dei giorni.

Negli ultimi giorni, oltre agli arresti, si sono registrate tensioni tra i manifestanti. Ad esempio, durante la notte tra venerdì e sabato, la delegazione italiana ha comunicato di non avere intenzione di lasciare Il Cairo, dopo che una parte dei partecipanti ha deciso di muoversi in autonomia verso la città di Ismailia. Questo tipo di divisioni tra i gruppi partecipanti ha reso la situazione più complicata, suscitando preoccupazioni tra gli organizzatori.

Nel contesto attuale, è evidente come le manifestazioni di protesta stiano trovando nuove forme di espressione e di attivismo, specialmente attraverso l’uso dei social media e delle piattaforme digitali, che permettono di bissare e amplificare le voci di chi si oppone alle ingiustizie. La capacità di adattarsi e di rispondere a tali sfide sarà cruciale per il movimento nei prossimi giorni e settimane.

Espressione pacifica e mobilitazione digitale sono ora più che mai essenziali per mantenere viva la causa, mentre gli eventi sviluppano sempre più una dimensione globale. Le manifestazioni di piazza possono avere un impatto significativo, ma l’abilità di mobilitarsi virtualmente rappresenta un’evoluzione fondamentale in un’epoca caratterizzata dalla digitalizzazione.

Ci si attende ora una maggiore attività online da parte degli organizzatori della Global March, mentre la situazione in Egitto rimane tesa e in continua evoluzione. Con l’intensificarsi della repressione nei confronti dei manifestanti, il dibattito su come continuare a far sentire la propria voce senza compromettere la sicurezza dei partecipanti diventerà cruciale.

In questo nuovo contesto di attivismo digitale, è fondamentale monitorare come i gruppi si organizzeranno e sfrutteranno le risorse disponibili per continuare a sostenere la loro causa, nonostante le difficoltà fisiche e politiche. La resilienza dimostrata sinora dai partecipanti potrebbe rivelarsi un elemento chiave per la loro lotta a favore della pace e della giustizia.

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