Siena, 18 ottobre 2026 – Conto alla rovescia per il momento in cui il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, Gianluca Vinci, annuncerà lunedì mattina a Palazzo San Macuto, “i nomi di quelli che ci sono stati riferiti come possibili mandanti e possibili esecutori”. Le affermazioni di cui si parla suscitano però ulteriori sommovimenti nel tentativo di anticipare i contenuti delle dichiarazioni, riporta Attuale.
Massimo Giletti ha indicato sui social l’ex presidente Giuseppe Mussari come “mandante”. La reazione di Mussari non si è fatta attendere: “Quanto affermato dal signor Giletti è una follia prima ancora che una calunnia gravissima e senza uguali. Agirò in tutte le sedi legali nei suoi confronti, così come nei confronti di coloro che oseranno ripetere detta calunniosa affermazione”. Giletti ha risposto: “Ho solo anticipato quello che sarà raccontato. Sarà lui a dover rispondere ai magistrati, non io”.
La commissione
La commissione ha raccolto alcune consulenze su episodi chiave del controverso caso della morte del capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, precipitato la sera del 6 marzo 2013 dalla finestra del suo ufficio al terzo piano di Palazzo Salimbeni. Attualmente, ha in mano il verbale di un soggetto con legami con la ’ndrangheta, il quale avrebbe fornito nomi di individui coinvolti nella morte di Rossi. In queste carte potrebbero emergere anche implicazioni politiche, mentre resta da verificare se le Direzioni Distrettuali Antimafia di Firenze, Brescia e Bologna abbiano elementi di riscontro.
La “pista Viadana”
Nel corso dei mesi, la commissione ha sviluppato la cosiddetta “pista Viadana”, che riguarderebbe i legami finanziari tra la banca senese e la cittadina mantovana. Mps sponsorizzava la locale squadra di rugby, ma Rossi gestiva un considerevole portafoglio di investimenti. Da questa situazione, secondo le ricostruzioni, si sarebbe generata una “minaccia finita male”, che avrebbe portato alla caduta di Rossi dalla sua stanza. La dinamica suggerisce che ci sia stata una colluttazione prima della sua caduta, e le simulazioni condotte al Foro Italico stanno esplorando questa possibilità.
La “minaccia finita male”
Consulenze precedenti hanno señalado che la cassa dell’orologio e il cinturino di Rossi sono precipitati in un momento distinto rispetto alla caduta stessa. Inoltre, una lesione sul polso di Rossi, secondo il consulente Robbi Manghi, non risulta compatibile con un semplice suicidio. Elementi emersi dalla commissione, come le testimonianze dei RIS di Roma, suggeriscono la presenza di una o due persone all’imbocco del vicolo nei minuti precedenti la tragedia, che avrebbero potuto limitare eventuali soccorsi.
Queste persone potrebbero aver visto Rossi senza essere visibili a loro volta, con le ombre proiettate dai fari delle auto apparenti circa quattro minuti dopo la scoperta del corpo nella telecamera di sorveglianza. Questo è anche il tempo necessario per raggiungere la strada dall’ufficio di Rossi, ma sinora nessuno ha acquisito le immagini dall’interno di una delle più importanti banche italiane.