La morte di El Mencho e le conseguenze per il cartello messicano

26.02.2026 12:15
La morte di El Mencho e le conseguenze per il cartello messicano

El Mencho non c’è più, e ora che succede?

Il narcotrafficante più pericoloso e ricercato del mondo, «El Mencho», è morto, scatenando una violenza devastante in Messico. I seguaci del cartello Jalisco Nueva Generación hanno attaccato diverse città, tra cui la rinomata località turistica di Puerto Vallarta. Nonostante il caos iniziale, gli esercizi commerciali e le scuole hanno riaperto, e il turismo ha ripreso a affollare le spiagge, mentre la zona sfregiata da conflitti è diventata un luogo di curiosità per i visitatori, che si fermano a fotografare le macerie. «Cosa succederà ora?» è il grande interrogativo che solleva preoccupazione tra esperti e politici, riporta Attuale.

Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha dimostrato una certa fiducia nel Messico, ritenendo che il paese possa ospitare le prossime partite dei mondiali di calcio. Altri, però, avvertono che la morte di «El Mencho» potrebbe innescare una spirale di violenza nell’intera America Latina. Secondo il giornale messicano Proceso, la sua scomparsa segna l’inizio di una fase di riorganizzazione criminale con ripercussioni internazionali: «La Colombia e l’Ecuador potrebbero vedere una ristrutturazione delle loro reti criminali», osservano gli esperti.

In Colombia, il cartello Jalisco Nueva Generación ha consolidato la sua influenza dopo la smobilitazione delle FARC nel 2016, stabilendo una vasta rete di distribuzione di sostanze stupefacenti. Daniel Pontón, esperto di narcotraffico ecuadoriano, sottolinea che eventuali fratture all’interno del cartello potrebbero destabilizzare le alleanze internazionali. L’Ecuador, che ha visto un aumento dei tassi di omicidio, potrebbe diventare teatro di una violenta lotta per il controllo delle rotte del traffico di droga.

Inoltre, la rottura delle relazioni diplomatiche tra Ecuador e Messico, in atto dall’aprile 2024, ha reso difficile il flusso di informazioni di intelligence e di sicurezza, secondo Mario Pazmiño, ex capo dell’intelligence ecuadoriana. In sintesi, la morte del leader del cartello segna un punto critico per la sicurezza regionale e la situazione rimane fluida e imprevedibile.

1 Comment

  1. Davvero una situazione pazzesca… Fino a poco fa pensavo che il Messico fosse solo festa e mare, ora sembra un film d’azione con tutte queste violenze. Mah, chissà come finirà questa storia, spero non ci sia una guerra peggiore!

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