La procura di Budapest accusa il sindaco Karácsony di aver organizzato illegalmente il Pride 2025

29.01.2026 10:15
La procura di Budapest accusa il sindaco Karácsony di aver organizzato illegalmente il Pride 2025

Accusa contro il sindaco di Budapest: coinvolgimento illegale nel Pride

La procura di Budapest ha accusato il sindaco Gergely Karácsony di aver organizzato e promosso illegalmente il Pride della scorsa estate, richiedendo una sanzione (l’importo non è stato specificato). Questa accusa si inserisce in un contesto di crescente erosione dell’indipendenza della magistratura ungherese, in un conflitto politico prolungato tra Karácsony, un progressista di centro sinistra e ecologista, e il governo conservatore e semi-autoritario del primo ministro Viktor Orbán, riporta Attuale.

Il Pride è la grande parata annuale a sostegno della comunità LGBTQ+ che si tiene in numerose città. Karácsony è accusato di averlo realizzato a Budapest in violazione della legge sul diritto di assemblea, modificata dal parlamento ungherese a marzo dell’anno scorso per vietare questa manifestazione e altre iniziative simili.

Il emendamento vietava tutte le manifestazioni che «rappresentano o promuovono» l’omosessualità ai minori di 18 anni, basandosi su una norma del 2021 per la “protezione dei minori” che impedisce di trattare temi legati all’omosessualità in contesti pubblici accessibili ai bambini. Questa legge, simile a quella approvata in Russia nel 2013, è sostenuta da una narrativa di estrema destra secondo cui la sensibilizzazione sui diritti LGBTQ+ equivalga a promuovere la pedofilia e la cosiddetta “ideologia del gender”.

Karácsony ha contestato sin dall’inizio l’emendamento alla legge sulle assemblee e, nel giugno 2025, ha dichiarato il Pride un evento ufficiale del comune di Budapest per bypassare le nuove normative, consentendo così la sua realizzazione. I tentativi del governo ungherese di annullare l’evento, insieme alle critiche contro la comunità LGBTQ+ e alle polemiche generate, hanno attirato grande attenzione e solidarietà internazionale. Il Pride ha visto la partecipazione di decine di migliaia di persone, incluse delegazioni dall’estero.

La procura ha accusato Karácsony di aver pubblicizzato l’evento e di aver invitato le persone a partecipare attraverso i social media, richiedendo al giudice di multare il sindaco senza procedere a un processo. Secondo la legge, gli organizzatori di eventi che “promuovono” l’omosessualità rischiano fino a un anno di carcere (un’eventualità ritenuta improbabile per Karácsony), mentre i partecipanti possono ricevere una multa fino a 200mila fiorini ungheresi (circa 500 euro). Karácsony ha rivendicato la sua posizione sui social, definendosi un “fiero imputato”.

Il 12 aprile si svolgeranno le elezioni in Ungheria, dove Orbán tenterà di ottenere la rielezione per la quinta volta consecutiva, con un mandato che dura dal 2010. Tuttavia, il premier è attualmente in difficoltà, con i sondaggi che indicano un vantaggio per il partito di centrodestra Tisza, guidato dall’oppositore Péter Magyar, suo ex alleato.

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