Richiesta di 18 anni e 6 mesi per Castellucci nel processo Morandi
I pubblici ministeri Walter Cotugno e Marco Airoldi hanno chiesto 18 anni e 6 mesi di carcere per Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia (ASPI), accusato nel processo per il crollo del ponte Morandi di Genova avvenuto nell’agosto del 2018, evento tragico in cui morirono 43 persone, riporta Attuale.
Il numero totale degli imputati nel procedimento è di 57, comprendendo dirigenti e tecnici di ASPI e della Spea Engineering, le due società responsabili del monitoraggio e della manutenzione del ponte. Cotugno e Airoldi hanno sollecitato il massimo della pena per reati che includono il disastro colposo e l’omicidio plurimo aggravato, partendo dall’omicidio stradale.
La loro accusa si basa sull’asserzione che il crollo sia stato il risultato di una strategia aziendale deliberata, mirata a tagliare i costi di manutenzione a scapito della sicurezza, per aumentare i profitti. I magistrati hanno affermato che i dirigenti delle due società avrebbero ignorato volontariamente i segnali di deterioramento del ponte Morandi per evitare di affrontare le spese di manutenzione. «Un’enciclopedia di elementi negativi per Castellucci, tutti uno più grave dell’altro», hanno dichiarato i pubblici ministeri. «Siamo al massimo livello di colpa possibile. Perché si è comportato così Castellucci? Per profitto, prestigio personale, benefit vari, carriera. Perché gli piaceva garantire agli azionisti dividendi enormi».
Castellucci ha partecipato all’udienza dal carcere di Opera, a Milano, dove è detenuto dopo una condanna a sei anni per disastro e omicidio colposo legata a un incidente stradale terribile, avvenuto nel 2013, che portò alla morte di 40 persone in provincia di Avellino. In quell’incidente, un autobus è precipitato per 30 metri da un viadotto a causa di un guasto dell’impianto frenante e dell’insufficiente stato delle barriere ai lati del viadotto.
Autostrade per l’Italia e Spea Engineering hanno già patteggiato per un ammontare di circa 30 milioni di euro e, per tale motivo, sono state escluse dal processo penale. A breve, gli avvocati delle parti civili e della difesa prenderanno la parola. Il tribunale auspica di raggiungere una sentenza di primo grado entro il prossimo anniversario della tragedia, previsto per agosto del 2026.