La procura di Sion richiede una cauzione di 430mila euro per la libertà dei Moretti

16.01.2026 15:25
La procura di Sion richiede una cauzione di 430mila euro per la libertà dei Moretti

Roma, 16 gennaio 2025 – La procura generale di Sion ha richiesto una cauzione totale di 400mila franchi, circa 430mila euro, ovvero 200 mila franchi per ciascun proprietario, per concedere la libertà a Jacques e Jessica Moretti, accusati di omicidio, lesioni e incendio colposo in relazione al tragico incendio avvenuto nella loro attività a Crans-Montana la notte di Capodanno, che ha provocato la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116. La notizia è stata riportata dalla televisione svizzera RTS. La decisione della procura è ora in attesa di esaminazione da parte del Tribunale per le misure coercitive, che in precedenza ha emesso un provvedimento di carcerazione preventiva per l’imprenditore francese e ha applicato altre misure cautelari per la moglie, che includono obbligo di firma e divieto di espatrio.

Mercoledì prossimo le autopsie sui corpi di Chiara e Achille

Nel frattempo, prosegue l’inchiesta italiana sull’incidente, con la procura di Roma che ha aperto un’indagine per omicidio plurimo colposo, lesioni colpose e incendio. Questa mattina, la procura di Milano, delegata da Roma, ha informato le famiglie di Chiara Costanzo e Achille Barosi — due delle cinque giovani vittime italiane dell’incendio — sull’effettuazione delle autopsie, programmate per mercoledì 21 gennaio, allo scopo di determinare le cause del decesso. Gli esperti dell’autopsia saranno nominati dalla procura di Milano e dalle famiglie delle vittime. Inoltre, i legali dei genitori di Achille, Antonio Bana e Stefano Cassamagnaghi, stanno procedendo con la costituzione di parte civile nell’indagine della procura di Sion, una decisione condivisa anche dai genitori di Chiara, che si affidano agli avvocati Vinicio Nardo e Alfredo Zampogna.

UE parte civile nel processo? “Interveniamo solo per i Trattati”

In merito alla richiesta avanzata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, affinché l’esecutivo UE si costituisca parte civile durante il processo per la tragedia di Crans-Montana, la portavoce della Commissione europea, Arianna Podestà, ha risposto che la Commissione può partecipare a procedimenti giudiziari nazionali solo quando devono essere rappresentati interessi o diritti previsti dai Trattati europei. Inoltre, ha puntualizzato che ciò deve avvenire secondo le condizioni stabilite dal diritto nazionale pertinente. Podestà non ha fornito una risposta diretta sulla possibilità che la Commissione si costituisca effettivamente parte civile, dichiarando solo di aver preso visione delle notizie stampa riguardanti la questione.

1 Comment

  1. Incredibile, come si possa arrivare a tanto! 400mila franchi per una situazione simile… e 40 persone morte! Non mi capacito. Spero che la giustizia faccia il suo corso, ma questi eventi danno solo tristezza. Che mondo stiamo vivendo?

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