La procura nazionale antimafia potrà intervenire nei procedimenti per reati minori con nuovo decreto del governo

24.09.2026 20:25
La procura nazionale antimafia potrà intervenire nei procedimenti per reati minori con nuovo decreto del governo

Il nuovo decreto Giustizia estende l’azione della DNAA ai minorenni

Il Consiglio dei ministri ha approvato un importante decreto che estende l’azione della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo ai procedimenti per gravi reati commessi da minorenni. Questa misura mira a rafforzare il coordinamento tra la DNAA e le Procure dei Tribunali per i minorenni, per affrontare con maggiore efficacia la criminalità organizzata e il terrorismo, riporta Attuale.

La nuova normativa, voluta dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, è stata concepita per fornire strumenti maggiormente efficaci ai magistrati nel contrasto alle forme di radicalizzazione online. Essa riconosce la necessità urgente di confermare il potere del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo nei procedimenti che coinvolgono minorenni accusati di «criminalità grave». La disposizione modifica l’ articolo 371-bis del codice di procedura penale, stabilendo diritti di intervento più chiari per la DNAA.

Cosa prevede il nuovo articolo

Il nuovo comma 4-ter consente l’applicazione di strumenti investigativi già disponibili alla Procura nazionale antimafia anche nei procedimenti riguardanti minorenni. Tra questi strumenti ci sono il collegamento investigativo, l’applicazione temporanea di magistrati, l’acquisizione di informazioni e, nei casi previsti dalla legge, anche l’avocazione dei fascicoli. Tale avocazione consente il trasferimento delle indagini preliminari a un ufficio di procura superiore in caso di mancanza di cooperazione da parte degli indagati. In tali frangenti, il procuratore nazionale potrà esercitare le sue funzioni di coordinamento con il procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni.

La modifica al Codice antimafia

Il decreto modifica anche l’ articolo 105 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, noto come Codice antimafia, regolando l’applicazione temporanea di magistrati presso le procure distrettuali. Questa modifica è volta a rafforzare gli uffici coinvolti nei procedimenti complessi relativi alla criminalità organizzata o al terrorismo. L’estensione a quelle minorili rappresenta un passo significativo di interconnessione tra la DNAA e le Procure minorili, ampliando gli strumenti investigativi e organizzativi disponibili.

Sisto: «Una norma per minorenni vicini ad associazioni mafiose»

Il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, ha commentato la nuova norma affermando che riguarda i minorenni potenzialmente vicini a associazioni di tipo mafioso. In conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha chiarito che la Procura Nazionale antimafia e antiterrorismo avrà il compito di coordinarsi con le procure della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, garantendo un’efficace vigilanza e intervento.

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