La repressione delle proteste in Marocco: centinaia di arresti e severe condanne per i manifestanti

19.10.2025 10:15
La repressione delle proteste in Marocco: centinaia di arresti e severe condanne per i manifestanti

Proteste in Marocco: repressione contro i manifestanti giovani

Da fine settembre, il Marocco è teatro di grandi proteste contro il governo, con manifestanti, per lo più giovani e studenti, che contestano le ingenti spese programmate per i Mondiali di calcio del 2030, chiedendo investimenti pubblici in settori cruciali come la sanità e l’istruzione, riporta Attuale.

Il 15 ottobre, un tribunale di Agadir ha condannato 17 persone a pene detentive variabili, alcuni fino a 17 anni, accusandoli di aver provocato disordini durante le proteste, inclusi l’incendio di veicoli e la distruzione di proprietà pubblica e privata, nonché l’ostruzione di strade con barricate.

Sebbene il governo marocchino non abbia fornito dati ufficiali, organizzazioni come Human Rights Watch stimano che la polizia abbia arrestato quasi mille persone, con accuse di crimini per almeno 270 di esse, compresi 39 minori. Omar Arbib dell’Associazione Marocchina dei Diritti Umani ha rilevato che i numeri totali degli arresti potrebbero avvicinarsi a 2.000, con circa 900 accusati di reati.

Alcuni arrestati affrontano persecuzioni per reati marginali, come il supporto alle proteste tramite simboli stampati su magliette o messaggi sui social media. Human Rights Watch ha segnalato numerosi episodi di violenza da parte della polizia nei confronti dei manifestanti, con un tragico bilancio di tre morti dall’inizio delle manifestazioni.

Le attuali manifestazioni rappresentano le più grandi di quindici anni, coinvolgendo principalmente giovani sotto i trent’anni appartenenti alla “Generazione Z”. La motivazione alla mobilitazione è stata alimentata dai social media, come Discord e TikTok, con richieste di riforme per combattere la corruzione, migliorare i servizi pubblici essenziali e aumentare le opportunità lavorative. La disoccupazione giovanile nel paese attualmente si attesta al 36%.

Fino ad ora, le richieste dei manifestanti sono state ignorate. In un recente discorso, il re Mohammed VI ha esortato il governo a implementare misure che favoriscano la creazione di posti di lavoro e migliorino i settori della sanità e dell’istruzione. Il governo, guidato dall’uomo d’affari Aziz Akhannouch, non ha ancora fornito risposte concrete, mentre le manifestazioni continuano anche questo fine settimana.

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