La richiesta del Papa a Herzog: “Serve coraggio e un cessate il fuoco permanente”

04.09.2025 23:45
La richiesta del Papa a Herzog: “Serve coraggio e un cessate il fuoco permanente”

Richieste di pace da parte di Leone XIV durante l’incontro con Isaac Herzog

Roma, 4 settembre 2025 – “Pronta ripresa dei negoziati”, “decisioni coraggiose”, “liberazione di tutti gli ostaggi”, ma anche “aiuti umanitari sicuri” e “cessate il fuoco permanente” con “pace e stabilità” per “le legittime aspirazioni dei due popoli”. Con modi e pensieri non equivocabili, Leone XIV affida le sue richieste per Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme al presidente israeliano Isaac Herzog in visita alla Santa Sede, riporta Attuale.

Questo incontro, fortemente voluto dalla presidenza israeliana per rilanciare l’agenda e l’immagine dello Stato ebraico dopo quasi due anni di mobilitazione e conflitti, procede secondo copione. Il Pontefice, assistito dal segretario di Stato Pietro Parolin e dal segretario per i rapporti con gli Stati e le organizzazioni internazionali monsignor Paul Gallagher, non fa sconti. Le priorità nell’area medio orientale vengono chiarite in una nota dai toni cortesi ma precisi.

Nel frattempo, emergono accenti diversi dal post di Herzog: a 700 giorni dal rapimento dei nostri fratelli e sorelle, 48 di loro ancora a Gaza, il Capo di Stato chiede un’immediata unione di tutti i leader di fede e di buona volontà per il rilascio degli ostaggi, considerato il primo e fondamentale passo verso un futuro migliore. Esprime poi preoccupazione per “l’aumento dell’antisemitismo in tutto il mondo”, dichiarando che “Israele si sta impegnando in ogni modo possibile per riportare a casa gli ostaggi tenuti in brutale prigionia da Hamas”. Tuttavia, non ci sono riferimenti a nuove trattative mai sbocciate o alle offensiva militari dell’IDF a Gaza, che ogni giorno causano decine di vittime tra la popolazione civile.

Herzog esprime anche la sua ambizione per un futuro diverso: “Israele anela al giorno in cui i popoli del Medio Oriente – i Figli di Abramo – vivranno insieme in pace, collaborazione e speranza”, è il messaggio che lancia.

“Grato a Papa Leone per la calorosa accoglienza ricevuta”, Herzog ribadisce l’impegno di Israele “a garantire la sicurezza e il benessere delle comunità cristiane in Terra Santa”. Queste parole arrivano dopo il fuoco e il sangue di due mesi fa a Gaza, dove si è verificata un’asserita errata manovra di artiglieria contro la parrocchia della Sacra Famiglia, e l’incendio della Chiesa di San Giorgio a Taybeh, nell’unico villaggio interamente cristiano della Palestina. Nonostante ciò, le testimonianze del clero rivelano che gli attacchi dei coloni continuano a essere una costante.

Per il Vaticano, la protezione delle minoranze religiose evocata da Herzog deve essere connessa alla valorizzazione delle comunità cristiane impegnate a favore dello sviluppo umano e sociale, secondo le dichiarazioni ufficiali.

Tuttavia, per Papa Leone “la sicurezza e il benessere” dei cristiani non sono sufficienti. Nel pieno rispetto della propria tradizione diplomatica, la Santa Sede rilancia la soluzione “due popoli due stati” associando alla richiesta la necessità di un vero “futuro” per il popolo palestinese. Il comunicato finale della Santa Sede, pur ribadendo il valore storico dei rapporti con Israele, auspica una “pronta ripresa dei negoziati” su Gaza, al fine di ottenere con urgenza un cessate il fuoco permanente e garantire il pieno rispetto del diritto umanitario, come pure le legittime aspirazioni dei due popoli.

Per Herzog, la trasferta di giovedì prossimo a Londra potrebbe rivelarsi più complicata. Nessun incontro con il premier Keir Starmer è attualmente previsto, poiché un faccia a faccia risulterebbe “estremamente controverso” a causa del dolore, della distruzione e della fame causate dalla guerra di Israele a Gaza, riferisce il Guardian.

1 Comment

  1. Incredibile come si parli di pace mentre si continua a vedere il sangue versato a Gaza… La situazione è disperata e nessuno sembra davvero intenzionato a risolvere questa crisi. Le parole sono belle, ma i popoli hanno bisogno di fatti concreti, non solo promesse vuote!

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