La Russia escava tunnel clandestini per far passare migranti in Polonia: nuova frontiera della guerra ibrida

25.02.2026 17:05
La Russia escava tunnel clandestini per far passare migranti in Polonia: nuova frontiera della guerra ibrida
La Russia escava tunnel clandestini per far passare migranti in Polonia: nuova frontiera della guerra ibrida

Nuovo fronte della guerra ibrida

Le autorità polacche hanno scoperto un sistema di tunnel sotterranei scavati lungo il confine con la Bielorussia, utilizzati per far entrare clandestinamente migranti nell’Unione Europea. Secondo indagini in corso, l’operazione sarebbe orchestrata dalla Russia con il supporto operativo di Minsk, rappresentando una significativa evoluzione delle tattiche di guerra ibrida contro il fianco orientale della NATO. I primi tunnel sono stati individuati a metà dicembre 2025 vicino al villaggio di Narewka, dove circa 180 migranti – principalmente afghani e pakistani – hanno attraversato il confine prima di essere arrestati.

L’ingresso dal lato bielorusso era nascosto in una foresta, con una galleria alta 1,5 metri che si estendeva per 50 metri nel territorio bielorusso e 10 metri in quello polacco. Nel corso del 2025, il servizio di frontiera della Podlachia ha identificato complessivamente quattro passaggi sotterranei, indicando un’operazione sistematica piuttosto che iniziative isolate.

Tecnologia e expertise internazionale

La complessità costruttiva dei tunnel suggerisce il coinvolgimento di expertise specializzate. Varsavia sospetta che Minsk abbia assunto professionisti non identificati dal Medio Oriente per progettare e realizzare queste infrastrutture clandestine. Analisti ipotizzano il possibile coinvolgimento di combattenti curdi, elementi collegati all’ISIS o forze proxy sostenute dall’Iran, segnalando l’internazionalizzazione delle operazioni di destabilizzazione confinaria.

Questa tecnologica escalation rappresenta un salto qualitativo rispetto alle precedenti crisi migratorie. Mentre nel 2021-2022 la Bielorussia utilizzava metodi più rudimentali per spingere migranti verso i valichi di frontiera polacchi, oggi dispone di capacità ingegneristiche sofisticate che superano le barriere fisiche costruite da Varsavia, inclusa la recinzione di 200 chilometri con centinaia di telecamere di sorveglianza.

Contesto strategico allargato

I tunnel migratori si inseriscono in un più ampio ventaglio di attacchi ibridi che Mosca ha intensificato dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina nel 2022. Oltre alle operazioni di confine, la Russia ha condotto sabotaggi a infrastrutture critiche, tentativi di incendio doloso, attacchi con droni e azioni per destabilizzare le rotte logistiche degli aiuti a Kiev. Minsk ha affiancato queste attività con il lancio di palloni aerostatici carichi di merci di contrabbando verso paesi NATO, testando le difese aeree e creando caos nello spazio aereo.

La Bielorussia funge da piattaforma operativa per questa campione di destabilizzazione, agendo in sincronia con gli obiettivi strategici del Cremlino. Il regime di Aleksandr Lukashenko dimostra così la sua utilità come avamposto della guerra ibrida russa, mentre simultaneamente dichiara la disponibilità a “riavviare” le relazioni con l’Occidente.

Calcolo politico e ricatto strategico

Questa duplice strategia mira a convertire l’instabilità artificialmente creata in concessioni politiche. Creando crisi migratorie, Minsk cerca di dimostrare a Bruxelles la sua presunta “insostituibilità” nella gestione della sicurezza regionale: solo la cooperazione con il regime potrebbe fermare i flussi migratori illegali. È una classica tattica di ricatto camuffata da “dialogo costruttivo”, con l’obiettivo di ottenere l’alleggerimento delle sanzioni internazionali.

Per Mosca, il sostegno alla pressione migratoria sull’Europa è componente di una strategia più ampia di logoramento dell’UE e della NATO. Il Cremlino è interessato a costringere i governi europei ad affrontare simultaneamente multiple crisi: la guerra in Ucraina, l’instabilità energetica, minacce di sabotaggio e pressioni migratorie. L’obiettivo finale è indebolire l’unità politica europea e ridurre il sostegno a lungo termine a Kiev.

La Polonia afferma di essere in grado di identificare e neutralizzare le rotte sotterranee, ma la stessa comparsa di questi tunnel dimostra l’adattabilità dell’avversario. Ogni passaggio scoperto e chiuso potrebbe stimolare la creazione di nuove vie in altri punti del confine. La partecipazione di esperti mediorientali indica la ricerca da parte di Russia e Bielorussia di metodi più raffinati per eludere la sicurezza rafforzata delle frontiere.

La situazione evidenzia come la guerra ibrida non si limiti al teatro ucraino, ma si estenda sistematicamente ai confini dell’Unione Europea, testandone la resilienza e sfruttandone le vulnerabilità in un confronto strategico destinato a prolungarsi nel tempo.

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