La scomparsa dell’oligarca russo Baumgertner a Cipro e il suicidio del capitano del Gru

14.01.2026 11:45
La scomparsa dell'oligarca russo Baumgertner a Cipro e il suicidio del capitano del Gru

Oligarca russo scomparso a Cipro: mistero e coincidenze inquietanti

Il 7 gennaio, Vladislav Baumgertner, un oligarca russo di 53 anni, è scomparso misteriosamente a Limassol, Cipro. Uscito di casa indossando solo una maglietta e pantaloncini, la sua scomparsa ha dato inizio a una vasta ricerca, caratterizzata dall’impiego di droni e elicotteri delle forze britanniche presenti nell’isola, senza alcun esito. La scomparsa di Baumgertner è avvenuta pochi giorni prima dell’annuncio del suicidio del terzo segretario dell’ambasciata russa a Nicosia, un evento che ha alimentato speculazioni e timori, riporta Attuale.

Da quando il 10 gennaio le autorità sono state avvertite, sono state avviate operazioni di ricerca senza precedenti. L’isola, riconosciuta come un rifugio per russi facoltosi grazie alla sua politica di visti, è diventata un crocevia di eventi misteriosi e incidenti che coinvolgono figure legate al Cremlino. Molti russi, in particolare oligarhi e spie, risiedono a Cipro, complicando ulteriormente la situazione per le autorità locali nel garantire la sicurezza e la legge.

Il giorno dopo la scomparsa di Baumgertner, il 8 gennaio, il terzo segretario dell’ambasciata russa, Aleksey Panov, è stato trovato morto per suicidio, un caso che non è stato riportato alla polizia fino al 12 gennaio. Panov, noto per il suo legame con i servizi segreti russi, ha lasciato un biglietto che giustificava il suo gesto, ma che non è stato reso pubblico. Fonti locali indicano che la risposta delle autorità russe è stata di non comunicarlo alla polizia di Cipro.

Le indagini sul suicidio di Panov hanno suscitato nuove preoccupazioni: secondo diverse fonti, egli era un capitano del Gru, il servizio segreto militare russo, collegato a numerosi incidenti violenti e tentativi di omicidio in tutto il mondo, incluso l’attacco a Sergej Skripal nel 2018. I legami tra la sorte di Panov e quella di Baumgertner sono estremamente ambigui e richiedono ulteriori approfondimenti.

Vladislav Baumgertner, ex CEO di Uralkali, un gigante del settore potassico, ha visto la sua carriera compromessa da conflitti con il presidente bielorusso Lukashenko e il regime russo. La sua decisione di trasferirsi a Cipro è stata vista come un tentativo di ridurre il rischio personale, ma potrebbe non essere stata sufficiente a salvarlo. Il sospetto di omicidi tra i dissidenti russi continua a crescere, con almeno 17 oligarchi e funzionari di alto profilo scomparsi o morti in circostanze oscure dall’inizio del conflitto in Ucraina, l’ultimo dei quali, prima di Baumgertner, è stato un vicepresidente di Transneft nel 2025.

La situazione è complessa e continua a evolversi, sollevando interrogativi sulle dinamiche di potere all’interno della Russia e oltre. L’ombra del Cremlino si allunga non solo sulla vita dei dissidenti, ma anche sulla sicurezza di chi, come Baumgertner, cercava di scappare da un passato intricato e pericoloso.

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