Il presidente di Cipro chiede un impegno dell’Ue per la de-escalation in mezzo alla crisi in Iran
«Dobbiamo trovare la strada per arrivare alla de-escalation». Con queste parole, il presidente di Cipro Nikos Christodoulides ha sottolineato l’importanza di un messaggio di impegno da parte dell’Unione europea in vista del vertice che si svolgerà a Bruxelles, affrontando temi cruciali come il Medio Oriente, l’Ucraina e l’energia, riporta Attuale.
Christodoulides ha avvertito che la guerra in Iran ha un impatto diretto sull’Europa. «Non sono assolutamente d’accordo con chi dice che questa guerra non riguarda l’Europa. È un’idea ingenua», ha dichiarato, evidenziando come la situazione influisca sulla competitività dell’Ue, legata ai settori energetici e alle relazioni geopolitiche. Ha quindi invitato l’Unione a promuovere un’iniziativa di de-escalation con i paesi interessati, sottolineando la necessità di un coinvolgimento tangibile.
Il presidente ha anche chiarito che, sebbene Cipro si trovi in una posizione di stabilità e sicurezza, alcuni Stati membri dell’Unione hanno già inviato supporto, come navi, nonostante la non attivazione dell’articolo 42.7 sulla difesa reciproca. «La reazione dei Paesi ha dato concretezza a quell’articolo», ha affermato.
Il primo ministro italiano Giorgia Meloni, tra i primi a contattare Christodoulides, ha offerto supporto, riflettendo l’importanza di un’Italia attiva all’interno dell’Ue. «Sono contento di avere una collega come Meloni, che sostiene il coinvolgimento europeo nella regione», ha affermato.
Riguardo le relazioni con la Turchia, Christodoulides ha esposto la volontà di mantenere buoni rapporti con i vicini, chiedendo l’assistenza dell’Italia nel dialogo con Ankara. Ha poi accennato alla guerra in Iran come conferma delle ambizioni cipriote per una Ue autonoma, in un momento di crescente interdipendenza.
Infine, sul tema dell’Ucraina, ha rimarcato l’importanza di rispettare decisioni politiche precedenti e ha espresso ottimismo riguardo alla ricerca di soluzioni nel contesto dell’Unione, mantenendo un approccio proattivo nei confronti delle sfide attuali, compresi gli aiuti all Lebanon.