La sentenza della Corte Costituzionale tedesca sul suicidio assistito e i suoi limiti

17.11.2025 18:27
La sentenza della Corte Costituzionale tedesca sul suicidio assistito e i suoi limiti

Suicidio assistito: la questione delle gemelle Kessler e le leggi in Germania e Italia

La morte simultanea delle gemelle Kessler ha sollevato interrogativi sul suicidio assistito. Anche se l’ipotesi del suicidio assistito non ha trovato conferma, è importante sottolineare che la «dolce morte» in Germania è consentita grazie a una sentenza della Corte Costituzionale del 2020, con limiti più ampi rispetto ad altri Paesi, come l’Italia, dove la pratica deve rispettare specifiche condizioni, riporta Attuale.

Il 26 febbraio del 2020, la Corte Costituzionale tedesca ha stabilito criteri generali sul fine vita, affermando che ogni individuo ha il diritto di autodeterminarsi nella scelta di porre fine alla propria vita e di richiedere assistenza, a condizione che tale decisione sia autonoma e responsabile. Questo diritto si estende a chi soffre di malattie psichiatriche, non solo a malati terminali.

Tuttavia, il suicidio assistito in Germania deve seguire un percorso ponderato. Ciò ha dato origine a discussioni senza concrete leggi regolamentari. Due proposte di legge presentate al Bundestag nel 2023 non sono state approvate.

È fondamentale notare che esistono limiti che non possono essere superati: l’eutanasia attiva è vietata; nessuno può fornire un farmaco letale a una persona gravemente malata. Tuttavia, è permessa l’eutanasia passiva, se richiesta espressamente dal paziente. Nel caso del suicidio assistito, chi desidera morire deve essere in grado di assumere autonomamente il farmaco letale.

In Italia, il dibattito sul suicidio assistito continua. La Corte Costituzionale ha depenalizzato il reato di induzione al suicidio a condizione che il paziente soffra di una malattia incurabile che infligge sofferenze, e che esprima chiaramente la volontà di morire.

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