Rivendicazioni sulla separazione delle carriere: il dibattito si intensifica
Il dibattito sulla separazione delle carriere in Italia si fa sempre più acceso, in vista del referendum previsto per il 22 e 23 marzo. Un telegramma inviato da Libertà Eguale a Elly Schlein sottolinea l’impegno del partito in questa direzione, affermando: “Per 25 anni abbiamo sostenuto la separazione delle carriere. Non c’è disciplina di partito sui referendum: c’è sempre libertà”. Questo commento giunge durante l’incontro a Firenze, dove i protagonisti del centrosinistra hanno discusso della necessità di affrontare la riforma della giustizia proposta dal Guardasigilli Carlo Nordio, che include la separazione delle carriere. La posizione del partito Democratico, guidato da Schlein, rimane quella di opporsi al referendum, una decisione che va in contrasto con la posizione di alcuni membri del partito, riporta Attuale.
Stefano Ceccanti, costituzionalista e vicepresidente dell’associazione, ha espresso chiaramente il suo sostegno al sì, sottolineando che “al referendum si vota sulla separazione delle carriere”. Ha invitato a trattare il tema nel merito, evitando opposizioni aprioristiche. Il dibattito ha visto la partecipazione di figure di spicco del centrosinistra, inclusi i libdem di +Europa e i renziani di Italia Viva, mettendo in evidenza un approccio unitario, sebbene in contrasto con le direttive di Schlein.
Ceccanti ha inoltre chiarito che i referendum servono a consentire agli elettori di esprimere il proprio voto in modo diverso rispetto a quello espresso alle elezioni politiche. “Altrimenti, tanto varrebbe abolire i referendum”, ha dichiarato, enfatizzando che la riforma “avvantaggia l’autonomia dei giudici rispetto ai pubblici ministeri”. Tuttavia, ha avvertito che senza la separazione tra inquirenti e giudicanti, il sistema accusatorio italiano rischia di rimanere “imperfetto”.
Paola Concia, ex parlamentare dem, ha sostenuto la necessità di “deideologizzare questo referendum”. Ha fatto riferimento alle polemiche riguardanti la data del voto, affermando: “Prima o poi il referendum bisogna votarlo. Si può votare anche a maggio”. Ha esortato a procedere serenamente verso il referendum, per permettere agli italiani di esprimere la propria opinione e chiarire le ambiguità che circondano la riforma.