Roma, 14 luglio 2025 – “Il padre, mentre il figlio moriva nella buca, dormiva beato sulla sdraio.” Le reazioni nei confronti di quanto accaduto sono molteplici e contrastanti. “Ma cosa dite? Non c’entra nulla il padre, stavano giocando, nessuno ha pensato che potesse succedere una cosa simile, i figli non si possono controllare 24 ore al giorno”, afferma qualcuno. “Nessuno di quelli che giudicano ha mai fatto una buca in spiaggia o ha mai permesso ai figli di farla…tutti fenomeni…poi magari sono i primi a perdere di vista i figli per uno spritz. È stata una tragedia, rispettate questi poveri genitori”, riporta Attuale.
Oltre all’indagine per omicidio colposo legata alla mancata custodia del minore, il padre di Riccardo Boni, il 17enne deceduto sulla spiaggia di Montalto di Castro mentre scavava una buca per i fratellini, sta affrontando anche la gogna social. Questo trattamento in realtà proviene principalmente da pochi hater.
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Molti sono invece a difesa del genitore: “Il suo dolore è già abbastanza devastante e eterno, senza doversi sommare all’odio di gente da quattro soldi che, consapevolmente o meno, scrive cose che potrebbero spingerlo al suicidio”, commenta una madre su Facebook. Ci sono però anche critiche, come quella di chi afferma: “Ma come si fa a cercarsi certi guai? E il padre che considera normale fare una fossa del genere per far giocare i fratellini? Meno male che gli altri figli si sono allontanati, altrimenti ora li stava piangendo tutti”. Insieme a questi commenti si incontrano anche toni ironici: “Facciamo subito una legge per vietare le buche in spiaggia”, scrive qualcun altro su X.
LA VERSIONE DEL PADRE
Il padre di Riccardo ha deciso di smentire alcune affermazioni, dichiarando al Corsera che non stava dormendo mentre il figlio moriva: “Io li tenevo a portata di vista, a due-tre metri“, ha raccontato circondato da amici e familiari. “Erano impegnati a scavare una buca per giocare, e Riccardo era alto un metro e settantacinque centimetri; la buca era profonda 1,50 metri e la sua testa sporgeva. Non so se sia stato il caldo o la fatica, ma a un certo punto dev’essersi accasciato. Non ha avuto nemmeno il tempo di chiedere aiuto. Perché non ha gridato? Non l’ho sentito”, ha aggiunto, visibilmente scosso.
IL RICORDO DEL LICEO
Enrico Battisti, il dirigente scolastico del liceo artistico Enzo Rossi, ha condiviso un personale ricordo di Riccardo sul sito dell’istituto: “Era un ragazzo pieno di luce, di entusiasmo, di talento. Aveva una passione autentica per l’arte, uno sguardo curioso sul mondo e una creatività che lasciava il segno. Chiunque lo abbia incontrato, anche solo una volta, sa quanto fosse speciale. Non era solo uno studente: era parte viva della nostra comunità scolastica. Il suo banco nella futura 5F resterà per sempre un simbolo della sua presenza, dei suoi sogni e della sua umanità”. I commenti sotto il post non contengono odio, ma solo parole di affetto e condoglianze.