La solitudine come malattia sociale: il parere degli esperti italiani

22.12.2025 11:55
La solitudine come malattia sociale: il parere degli esperti italiani

Roma, 22 dicembre 2025 – Durante le festività natalizie, l’obbligo di essere felici amplifica il sentimento di solitudine, considerato dai ricercatori una vera e propria malattia sociale a livello globale. “Dobbiamo distinguere tra la solitudine fisica, che può essere un isolamento felice, e la sensazione di sentirsi soli. Il senso di solitudine è una sensazione psicologica”, afferma David Lazzari, presidente dell’Osservatorio nazionale benessere psicologico e salute e psicoterapeuta, riporta Attuale.

Il medico americano Vivek Murthy nel 2023 ha definito la solitudine un’epidemia, elencando i rischi associati, tra cui malattie cardiovascolari, demenza, ictus, depressione, ansia e un aumento della mortalità prematura, equiparando l’impatto a quello di fumare 15 sigarette al giorno. “Sicuramente la solitudine è uno dei fattori di rischio per la salute più documentati e significativi. Facilita l’insorgenza di diverse malattie. Le ricadute sulla salute mentale e fisica sono estremamente gravi”, spiega Murthy.

L’OMS ha istituito una Commissione sulla connessione sociale per affrontare questo tema. “Se l’isolamento è una scelta, non provoca sofferenza e non ha ripercussioni sulla salute. Solo la solitudine subita, dove non vogliamo essere soli ma lo siamo, crea dolore. Dire che l’isolamento fa comunque male è una sciocchezza”, aggiunge.

L’Italia sta diventando sempre più un paese di single. Può la solitudine essere considerata un fattore di rischio sociale? Lazzari sottolinea che negli ultimi decenni le agenzie internazionali hanno sottolineato la crescente diffusione della solitudine: “Ci sono variazioni nelle dinamiche sociali, l’urbanizzazione e stili di vita che portano a minori interazioni sociali, con un indebolimento delle reti familiari”.

Il periodo natalizio porta a riflessioni sulla solitudine: ci stressiamo? “Il Natale dovrebbe essere un momento di ascolto, sia per gli altri che per se stessi. Cercare vicinanza e solidarietà fa bene a tutti. Un piccolo gesto può aiutare non solo chi riceve, ma anche chi lo fa. Se la domanda è se dobbiamo partecipare a tutte le cene di famiglia, risponderei che, poiché il Natale è tempo di ascolto, dobbiamo anche chiederci cosa desideriamo veramente. La vicinanza con i parenti non deve essere intesa come un obbligo, ma il dovere fondamentale è quello di stare bene”, conclude Lazzari.

1 Comments

  1. Che tristezza! Durante le feste si dovrebbe essere felici, ma ci si sente solo. Non può essere che ci mettano sotto pressione cosi! Dobbiamo invece ascoltarci e cercare di sentirci bene, non fare le cose solo per obbligo. Natale è un momento di apertura, non di solitudine…

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