La Spagna rende pubblici 167 documenti sul golpe Tejero per promuovere trasparenza storica

25.02.2026 22:55
La Spagna rende pubblici 167 documenti sul golpe Tejero per promuovere trasparenza storica

Pubblicazione di documenti storici sul tentato colpo di stato in Spagna

Il governo spagnolo ha reso disponibili online 167 documenti precedentemente segreti riguardanti il tentato colpo di stato militare del 1981, noto come golpe Tejero, che mirava a fermare la transizione verso la democrazia nel paese. La pubblicazione coincide con il decesso dell’ex tenente colonnello Antonio Tejero avvenuto mercoledì, lo stesso giorno dell’annuncio, riporta Attuale.

Questa iniziativa, che segna il 45esimo anniversario del golpe del 23 febbraio, è stata motivata dal primo ministro socialista Pedro Sánchez con l’obiettivo di promuovere una maggiore trasparenza storica e di smentire alcune teorie del complotto riguardanti l’episodio, la più significativa delle quali è l’idea che il re Juan Carlos fosse a conoscenza dei piani golpisti, come sostenuto dagli stessi golpisti durante il processo.

Il golpe fallì, principalmente perché mentre i sostenitori di Tejero occupavano il Parlamento di Madrid, il re rifiutò di sostenerli, pronunciando un celebre discorso alla nazione in cui esortava i militari a ritirarsi. Questo evento si svolse in un periodo cruciale per la Spagna, segnata dalla transizione democratica avviata sei anni dopo la morte del dittatore Francisco Franco.

La pubblicazione dei documenti sul golpe Tejero ha suscitato grande interesse, al punto che il sito web del governo ha subito un’interruzione a causa dell’elevato numero di accessi. Tuttavia, sembra che non contengano informazioni sostanzialmente nuove. L’unico dato rilevante finora emerso è che sei agenti dei servizi segreti spagnoli erano implicati nei piani di Tejero, ma non ci sono prove che confermino presunti legami del re con il golpe, anzi, sembra indichino il contrario.

In un documento manoscritto attribuito ai golpisti, si sostiene che uno dei loro principali errori sia stato quello di «lasciare libero il Borbone», riferendosi a Juan Carlos, e di trattarlo come un uomo d’onore. È presente anche la trascrizione di una telefonata tra il re e Milans del Bosch, uno dei capi dei golpisti a Valencia, in cui il re ordina il ritiro, affermando: «giuro che non abdicherò né abbandonerò la Spagna».

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