La strategia di Trump: un culto della personalità in crescita negli Stati Uniti

16.02.2026 12:46
La strategia di Trump: un culto della personalità in crescita negli Stati Uniti

Trump e il culto della personalità: un fenomeno in crescita negli Stati Uniti

Negli ultimi mesi, Donald Trump ha intensificato la sua strategia di branding personale, rinominando edifici e istituzioni a suo nome, un gesto che va oltre la semplice vanità e potrebbe segnalare un tentativo di costruire un culto della personalità per consolidare la sua influenza politica, riporta Attuale.

Un esempio emblematico è la trasformazione del John F. Kennedy Center for the Performing Arts di Washington, ora denominato “The Donald J. Trump and the John F. Kennedy Memorial Center for the Performing Arts”, una scelta che ha suscitato significative proteste pubbliche. Anche l’Institute of Peace, formalmente indipendente, ha subito un cambiamento di nome, diventando il “Donald J. Trump Institute of Peace”.

Trump ha espresso interesse per l’intitolazione di altri luoghi chiave, come l’aeroporto di Washington e la Penn Station di New York, mentre ha già inserito il suo nome in vari programmi governativi e servizi finanziari, dalla vendita di medicinali TrumpRx a conti di risparmio per i bambini, denominati Trump Account. La sua immagine è esposta in forma di enormi striscioni in prossimità di edifici governativi, un comportamento non osservato con altri presidenti.

Inoltre, Trump ha manifestato il desiderio di vedere la sua faccia stampata sulle monete da un dollaro e di avere una sezione dedicata al suo operato al museo Smithsonian di Washington. I comizi politici non sono immuni a questa personalizzazione, con cappelli che recano scritte come “Trump aveva ragione su tutto”.

Le iniziative per accrescere la sua immagine includono anche una proposta di legge presentata dai Repubblicani al Congresso per aggiungere il suo volto sul monte Rushmore e un’investimento di 300 mila dollari da parte di un gruppo di sostenitori per erigere una statua di Trump in oro, alta quattro metri e mezzo, chiamata “Don Colossus”.

La comunicazione ufficiale della Casa Bianca non manca di esaltare Trump, descrivendolo come il “più grande presidente della storia”, dimostrando la volontà del suo entourage di costruire una narrazione di grandezza attorno alla sua figura. Allo stesso tempo, Trump ha utilizzato social media e tecnologie avanzate per promuovere la sua immagine in modalità fantasiose, pubblicando immagini generate artificialmente che lo ritraggono in ruoli da supereroe a papa.

La storia imprenditoriale di Trump ha sempre ruotato attorno al suo nome, con numerosi brand che hanno tentato di capitalizzare la sua notorietà, spesso con esiti deludenti. Durante il suo primo mandato presidenziale (2017-2021), Trump continuava a sottolineare l’importanza di marchiare con il proprio nome, affermando che altrimenti nessuno sarebbe ricordato. Quest’ultima fase del suo mandato sembra intensificare tale strategia.

Le motivazioni alla base di questa personalizzazione possono essere viste come una tattica comunicativa per deviare l’attenzione da altre problematiche politiche e per attirare l’attenzione pubblica. Tuttavia, esperti di politica sostengono che Trump sta cercando deliberatamente di instaurare un culto della personalità, una pratica tipica di regimi autocratici, dove la venerazione del leader prevarica il rispetto per le istituzioni democratiche.

Sebbene Trump non abbia raggiunto gli eccessi di culti del passato, come quelli di Stalin o Mao Zedong, alcuni analisti segnalano che ci sono similitudini preoccupanti da considerare, soprattutto in un contesto democratico in cui la fiducia nelle istituzioni sta diminuendo.

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